I vertici del PdL in campo per Bossi
Nino Caianiello, Raffaele Cattaneo e Marco Airaghi hanno inaugurato il Bossi Point e presentato la lista del partito. Che ricandida soprattutto consiglieri e assessori uscenti
Apre in centro a Gallarate il Bossi Point, la sede elettorale del candidato del centrodestra raccolto intorno al PdL. All’inaugurazione, sabato mattina, sono intervenuti i maggiorenti provinciali del partito: non solo il leader cittadino Nino Caianiello, ma anche Raffaele Cattaneo – massimo esponente dell’ala ciellina – e Marco Airaghi – dell’ala destra, ex An. «Un Pdl unito e forte, in grado di raccogliere il consenso che merita», ha detto Cattaneo. «Il PdL – dice Cattaneo – vincerà là dove si è ricostituita l’alleanza con la Lega, ma anche dove non si è riusciti a ricomporre». Gallarate, insomma, sfida principale per la provincia, per misurarsi direttamente con il Carroccio. Nino Caianiello, padrone di casa, ha presentato ufficialmente la lista (i nomi erano usciti nei giorni scorsi) e rilanciato il confronto: «il nostro candidato, Massimo Bossi, è disponibile, evitiamo solo gli incontri in certi posti dove veniamo convocati all’ultimo momento e in luoghi in cui non si cerca il confronto». Riferimento polemico ai dibattiti al Melo e alle Acli: Caianiello ha definito alcuni dei luoghi di dibattito «nicchie di potere». La campagna elettorale comunque è ancora lunga, considerato che manca un mese esatto alle elezioni.
Nel frattempo si conta sull’entusiasmo degli oltre 200 candidati nella lista in appoggio: tutti uomini (tranne Viviana Balbuena), in gran parte consiglieri comunali
e assessori uscenti, con l’aggiunta di alcuni giovani del partito, oltre a Paolo Caravati che lascia 3SG, dell’architetto Giorgio Luini, di una figura storica del partito a Gallarate come Michele Grillea. Ricandidati (tra lista PdL e lista Mucci) tutti gli assessori, con due eccezioni: Carlo Bonicalzi («ha preferito lasciare spazio ai giovani») e Isabella Peroni («per un discorso di cacofonia rispetto a Giacomo Peroni», dice Caianiello, per evitare omonimie sulle schede). «Che ci siano 220 persone che spingono per me è un gran successo, mai visto a Gallarate» sottolinea infine Massimo Bossi.
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