Sommaruga, idee per il territorio
A scrivere per prima l’agenda è la lista “Noi Insieme”, che nella serata di giovedì 7 aprile ha riempito la sala polivalente per un convegno sull'ambiente
Ecco i primi argomenti sul piatto della campagna elettorale albizzatese. A scrivere per prima l’agenda è la lista “Noi Insieme”, che nella serata di giovedì 7 aprile ha riempito la sala polivalente per un convegno su “ambiente e territorio”.
Premessa importante l’hanno data gli ospiti della serata, due amministratori di Casorate e l’architetto Donato Belloni, illustrando i due dati di fatto dai quali la politica non può più prescindere: 1)«il territorio comunale è limitato e pertanto esauribile»; 2)«i problemi di un comune spesso non possono essere risolti intervenendo unicamente all’interno del comune stesso». Due grosse questioni che si traducono nella necessità di una programmazione politica molto parca nell’autorizzare nuove cementificazioni; e contemporaneamente assai disposta a dialogare con i comuni vicini per promuovere la tutela di aree naturali ritenute importanti.
Questi sono i due capisaldi entro i quali la lista guidata da Francesco Sommaruga ha detto di volersi muovere in caso di vittoria, «coinvolgendo i cittadini nelle scelte attraverso assemblee pubbliche e una chiara comunicazione». Ma vediamo come sono stati argomentati durante la serata.
Tra gli ultimi interventi edificatori ad Albizzate uno in particolare è stato contestato e preso come modello sbagliato dai relatori: quello che ha creato la nuova via Pontida. Perché, è stato detto, «estendere l’edificazione a parti di territorio inutilizzato è sintomo di una politica di corto respiro». E questo sostanzialmente per due motivi: da un lato «si creano nuove aree abitate che, a fronte del pagamento di oneri di urbanizzazione che spesso finiscono in spesa corrente, richiedono poi la fornitura di servizi infrastrutturali a tempo indeterminato»; dall’altro perché «in questo modo si consuma il territorio, che è patrimonio di tutti e soprattutto è esauribile. Una scelta sbagliata se si pensa che ad Albizzate esistono aree del centro storico ancora da riqualificare». Per questo «le nuove edificazioni dovranno essere all’interno del territorio urbano edificato, privilegiando il recupero di aree dismesse e incentivando la costruzione di strutture ad basso consumo energetico».
L’esigenza di dialogare con i comuni vicini ha preso spunto, invece, dalla testimonianza di un quarto ospite, il presidente del parco sovracomunale della Valle del Boia Lino Reina. Un progetto che coinvolge il comune di Jerago con Orago, Cavaria con Premezzo e Besnate nella gestione di una vasta area boschiva.
«Ci sono situazioni che per essere gestite correttamente devono essere condivise con i comuni limitrofi, in particolare quando si tratta di tutela ambientale». Da questo spunto di Reina sono emerse due proposte della lista. Una, più concreta, è l’adesione al progetto della valle del Boia, che Reina ha definito «auspicabile». L’altra è «la volontà di stabilire un accordo con i comuni limitrofi per preservare l’area boschiva a ovest del paese, al di là della via De Gasperi».
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