Un concerto per la festa della Repubblica
Si è svolto giovedì 2 giugno lo spettacolo musicale della Filarmonica Santa Cecilia di Sacconago
Si è svolto giovedì 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, lo spettacolo musicale della Filarmonica Santa Cecilia di Sacconago realizzato in collaborazione con l’ANPI e con il contributo dell’Officina della Creatività e degli attori del Teatro Sociale (sede dell’evento).
«Abbiamo meno di 150 minuti per discutere dell’esperienza italiana, ma servirebbero più di 150 parole e note per farlo – ha commentato il responsabile di ANPI per introdurre la serata – dobbiamo imparare dal passato per costruire il nostro futuro ma senza superbia e con orgoglio».
“Viva l’Italia, Unita e Repubblicana” è stato il titolo dello spettacolo, pensato in occasione del 150esimo anniversario del nostro Stato.
La serata è stata organizzata con un excursus storico della formazione della Repubblica dal 1861 fino ai nostri giorni durante la quale sono state evocate delle letture storiche recitate dagli attori del Teatro Sociale come la lettera di un soldato bresciano che esprimeva le sue paure alla madre, la rievocazione dell’episodio di Sacco e Vanzetti (immigrati negli USA furono ingiustamente arrestati ed uccisi per poi riconoscerne l’innocenza), il discorso di Mussolini al popolo e, uno dei momenti più toccanti e riflessivi, la dichiarazione dell’ispettorato per l’immigrazione americana il quale evidenzia come i nostri emigranti italiani siano stati visti come sporchi, maleducati, ladri e rapinatori.
I brani eseguiti (21 in tutto) hanno ripercorso le più famose note popolari del passato come “Mamma mia dammi cento lire”, “Bella ciao” o “Ma Mì” ma sono stati proposti anche brani di musica classica quale, ad esempio, “Il Nabucco” di Giuseppe Verdi e di musica moderna come le colonne sonore del film “Pearl Harbour” e “La vita è bella” (per non dimenticare la deportazione degli ebrei e i relativi errori degli italiani in questa tragica nota del nostro passato), il tutto sotto la direzione del Maestro Francesco Carcello.
Alla fine, dopo l’immancabile Inno Nazionale durante il quale tutta la platea si è alzata in piedi (con un abbondante minuto di applausi), è intervenuto il Presidente della sezione ANPI di Busto Arsizio con una ammonizione rivolta a tutti: “gli angoli bui sono ancora direttamente influenti sulla politica italiana” e, conclude ricordando la memoria di “Angioletto Castiglioni”, illustre cittadino bustocco scomparso recentemente, “era il rappresentante della Resistenza anti fascista per Busto, è un’icona per tutti noi”.
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