Basso: “Tour logorante, ma sono pronto per le Alpi”
Nel giorno di riposo Ivan fa il punto della situazione. «Giochi ancora aperti ma io sto bene. Pirenei? Contento, ma voglio di più»
Secondo e ultimo giorno di riposo per il Tour de France che si appresta a vivere un gran finale (Alpi-cronometro-Parigi) dopo due settimane ricche di cadute ma povere di colpi di scena.
La classifica è ancora apertissima e forse questo è il maggior pregio della corsa francese: sette-otto (mettiamoci anche Cunego, almeno per sottolineare la sua buona prova fin qui) corridori possono ancora ambire al grande risultato o per lo meno al podio e tra questi c’è anche Ivan Basso, quinto in classifica con 3’16" di ritardo dalla maglia gialla Voeckler e 1’10" da recuperare su Cadel Evans, forse quello messo meglio se consideriamo le tappe che mancano alla fine.
Basso (foto: www.teamliquigascannondale.com) ha parlato oggi pomeriggio (lunedì) alla vigilia della 16a tappa, la St. Paul Trois Chateaux-Gap di 162,5 chilometri, con finale reso difficoltoso dal Col de la Manse di seconda categoria, piccolo antipasto dei giorni a venire.
«So bene cosa ci aspetta e quanto possano fare male le Alpi – ha detto il capitano della Liquigas-Cannondale -Testa e motivazioni potranno fare la differenza, insieme ovviamente alle gambe e alle forze. Finora ci siamo spremuti e mai in carriera ricordo un Tour così difficile e logorante, sia per le condizioni del tempo, sia per i percorsi, sia per la bagarre in ogni momento. In pratica siamo "a tutta" fin dall’inizio».
Nell’analisi di quanto accaduto finora il varesino aggiunge: «I Pirenei sono stati impegnativi ma interlocutori: il gruppo dei pretendenti è ben definito però i distacchi restano ridotti. Personalmente sono molto contento di Luz-Ardiden e meno di Plateau de Beille: su questa tappa ho riflettuto molto e devo dire che non ero in stato di grazia pur dando una buona prova. E visto che non sono uno che si accontenta e che cerco sempre il meglio avrei voluto di più, per dare una scossa alla classifica».
Ora però arrivano le Alpi: «Io e la squadra sappiamo cosa serve: chi vuol vincere deve vivere una giornata super e sperare che gli altri non siano al massimo e questo vale per tutte le tappe alpine in cui bisognerà staccare gli avversari per sfinimento. Non credo nelle alleanze a tavolino e quindi mi affido soprattutto alla Liquigas: ho compagni pronti a supportarmi al massimo delle loro forze e questo sarà il mio primo punto di appoggio. Da parte mia mi sento fresco, brillante e consapevole di potermela giocare con tutti».
Basso gioca poi al "borsino" degli avversari: «Evans può essere considerato il favorito per la posizione in classifica e la cronometro, Contador rimane un pericolo perché con un’azione delle sue può ribaltare la situazione. A proposito di spagnoli, Sanchez è da tenere d’occhio con molta attenzione, mentre i fratelli Schleck possono giocare la doppia carta. Resta Voeckler che ha un vantaggio importante in termini di secondi, riceve una spinta incredibile dalla maglia gialla e una vanta un’ottima condizione: non vedo perché debba essere escluso dai possibili vincitori».
Da grande esperto delle situazioni di corsa però, Ivan evita di scoprire le carte. «Quale sarà la tappa decisiva? Diciamo che lo possono essere tutte e comunque la mia filosofia resta quella dei piccoli passi, del Tour vissuto giorno dopo giorno. Bisogna farsi trovare sempre pronti e vivere ogni giornata come quella determinante: solo così si può sperare e sognare».
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