Cgil promuove l’accordo con Sea

Il sindacato difende la nuova strategia condivisa con l'azienda, contestata invece da altre sigle. Tra gli obbiettivi anche il risanamento di Sea Handling

Sul piano di Sea valutazioni diverse da parte dei sindacatiNuove regole dentro a Sea, per rilanciare il lavoro in aeroporto: la Cgil promuove l’operazione di quotazione in borsa di Sea e la revisione dei rapporti lavorativi. Secondo il sindacato l’accordo conferma la volontà di affrontare congiuntamente la lunga fase di crisi iniziata con il de-hubbing di Alitalia: «Giudichiamo la quotazione in borsa come una opportunità utile a reperire risorse da destinare agli investimenti nelle infrastrutture e nello sviluppo di Malpensa e Linate» dice Nino Cortorillo della Filt Cgil. «Siamo contrari invece ad ipotesi che porterebbero ad una operazione esclusivamente finanziaria che puntando al controllo di Sea la svuoterebbero progressivamente sia dell’handling che di legame con il territorio. Si tratta infatti di tenere insieme accesso al mercato, sviluppo e tutela del lavoro. A maggior ragione e con maggior coraggio proprio perché lo si deve realizzare ancora dentro una crisi evidente».

L’accordo secondo la Cgil riconosce la necessità sia di utilizzare gli ammortizzatori sociali anche nel 2012 e 2013 (Cassa Integrazione a rotazione per 400 unità e mobilità che accompagni alla pensione per 250) che di proseguire con il condiviso impegno di risanamento di Sea Handling e di efficentamento di Sea Spa. Prevede inoltre una verifica ed un monitoraggio congiunto sia nella gestione degli ammortizzatori che, nella fase successiva alla quotazione, per individuare soluzioni che portino entro la fine del 2013 all’utile operativo di Sea Handling. «La stabilità economica finanziaria del gruppo – dice ancora Cortorillo – non è strumento nelle mani dell’impresa, ma necessità imposta, in uno scenario profondamente mutato ed ancora critico, di tutela anche del lavoro a cui deve partecipare a pieno titolo il sindacato. Siamo convinti infatti che il modello Fiat non solo non è l’unico, ma non è detto che risulterà positivo. Abbiamo riaffermato nell’accordo che gli interventi sul costo del lavoro debbano avvenire con “l’invarianza sostanziale delle retribuzioni". Riaffermare questo principio è ancora più significativo di fronte alla comunicazione del Presidente di Sea Bonomi di voler ridurre la parte fissa delle retribuzione dei dirigenti della Sea agendo da subito dalla sua».

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Pubblicato il 26 Luglio 2011
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