Cisterne e acque reflue: controlli a tappeto
Da settembre il Comune avvierà una campagna di controlli per tutelare le sorgenti che approvvigionano i pubblici acquedotti. L'iniziativa dopo l'inquinamento del novembre 2010
Da settembre controlli sulle cisterne interrate e verifiche sullo scarico delle acque reflue in alcune zone del paese. Sono queste le indicazioni fornite nei giorni scorsi dal Sindaco Alessandro Boriani e dalla Giunta all’Ufficio tecnico al fine di mantenere alta l’attenzione per il controllo e la difesa delle sorgenti di Luvinate, che approvvigionano i pubblici acquedotti di Luvinate, Casciago e parte di Varese.
«Dopo l’episodio di inquinamento da idrocarburi del novembre scorso, si è molto lavorato da parte degli enti competenti, in particolare Provincia, Aspem, Arpa e i Comuni di Barasso e Luvinate, per tutelare l’acqua come bene primario per tutti i cittadini. In questo senso –sottolinea Boriani- gli organi preposti al controllo dell’ambiente e della salute pubblica avevano avviato specifiche indagini sulle cause dell’inquinamento, individuando tra i principali centri di pericolo per le acque sotterranee i serbatoi interrati, spesso non più utilizzati e non bonificati, contenenti miscele di idrocarburi o altri liquidi».
Motivo per il quale il Comune di Luvinate aveva emesso specifica ordinanza al fine di mappare e soprattutto bonificare tali serbatoi, considerati potenziali sorgenti primarie di contaminazione delle falde acquifere utilizzate a scopo potabile. Ed ora si passerà ai controlli.
«Molti sono i cittadini che diligentemente hanno collaborato in questi mesi e che ringraziamo per la sensibilità dimostrata. Anche il Comune naturalmente sta provvedendo per la bonifica della propria cisterna e in queste settimane altre persone si stanno muovendo. Dunque con settembre –prosegue Boriani- si passerà alla fase dei controlli, per proseguire lungo la strada della prevenzione e della tutela di un bene primario per tutti». In questo senso verranno effettuate verifiche anche sugli allacciamenti fognari in alcune zone di Luvinate più sensibili, in modo da monitorare la tenuta e la correttezza delle attuali strutture.
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