L’ospedale non fa la ricerca. E rischia di perdere l’incarico
Nominato capofila nazionale di un'indagine scientifica, il centro di Ipertensione non ha ancora fatto nulla. La casa farmaceutica minaccia di togliere il lavoro
Una ricerca scientifica nazionale. Il nucleo di coordinamento affidato al centro di Ipertensione dell’ospedale Bellini di Somma. Una rivista scientifica, quella europea di cardiologia, che punta i riflettori sugli sviluppi nella cura di chi soffre di ipertensione o scompenso cardiaco.
Poi, la scorsa settimana, la ditta farmaceutica scrive all’Azienda ospedaliera di Gallarate: «Nonostante l’accordo raggiunto lo scorso 25 gennaio, la ricerca non è ancora partita. A causa di tale situazione che provoca ritardi nella realizzazione dello studio clinico, siamo costretti a procedere allo spostamento della funzione di coordinamento nazionale al Policlinico san Matteo di Pavia».
Da anni, il centro di ipertensione di Somma è al centro della rete scientifica nazionale e internazionale. Tempo fa, i suoi pazienti furono coinvolti in un’indagine per conto dell’Organizzazione mondiale della sanità sui rischi legati all’uso del sale.
La ricerca in questione si propone di analizzare gli effetti di un farmaco diuretico, da anni in commercio a costi molto contenuti, nella cura dell’ipertensione. L’indagine è volta a verificarne l’efficacia salvavita: per far questo occorre testare il medicinale su circa 200 pazienti di una decina di centri nazionali. Di questa indagine si è occupata anche la rivista scientifica della Società europea di cardiologia. I risultati sono attesi per l’anno prossimo.
Secondo alcune voci, la ricerca sarebbe ferma a causa di alcune incomprensioni riscontrate all’interno dello stesso reparto di cardiologia, voci che il direttore sanitario dell’azienda, dottoressa Simonetta Bettelini si sbriga a fugare: « La direzione aveva approvato la ricerca del dottor Gaudio e ancora oggi conferma la sua totale fiducia sia nell’indagine sia nel ricercatore. Stiamo tentando di capire cosa sia successo e perché non si è ancora dato il via alla sperimentazione. Spero che la casa farmaceutica non sposti il coordinamento di questo lavoro a cui teniamo molto».
Al di là del lustro che porta, un’attività di ricerca ha sempre un valore economico che viene reinvestito nella stessa attività di reparto. I tempi sono stretti, l’azienda farmaceutica deve ottenere il parere favorevole del nuovo comitato etico pavese. Nel frattempo, però, Somma potrebbe riguadagnare il tempo perduto e non perdere l’importante riconoscimento.
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