Usato: moda o risparmio?
A Milano usato sempre più diffuso: 243 imprese attive, +1,3% in un anno. Seconda provincia in Italia, dopo Roma e prima di Napoli e Torino. Dai moderni rigattieri alle creazioni artistiche
Dalla vendita di abbigliamento usato per bambini a quello per sportivi e ciclisti. Dal recupero e assemblaggio di materiale usato per creazioni artistiche ai veri e propri centri dell’usato, quasi moderni rigattieri: raccolgono e vendono di tutto, vestiti, dischi in vinile, libri, mobili, elettrodomestici. E, in tempi di crisi, significano anche risparmio. I punti vendita dell’usato a Milano sono aumentati dell’1,3% tra 2009 e 2010 con una presenza sul territorio pari a 243 imprese attive ed un peso del 49% sul totale lombardo. Milano è inoltre seconda nella classifica delle province italiane più attive nel settore dell’usato, con un peso del 7,3% sul totale nazionale, preceduta da Roma (11,5% del totale nazionale, 386 imprese attive) e seguita da Torino e Napoli (entrambe al 6%, rispettivamente con 202 e 201 imprese). Il settore che va per la maggiore è quello del mobile antico e usato (49% del totale milanese, 119 imprese attive) seguito dal settore degli oggetti e vestiti usati (28% del totale, 68 imprese). Variazione dal 2010 al 2011. A Milano il mercato dell’usato è cresciuto complessivamente dell’1,3% in un anno. Crescono soprattutto abiti usati, +4,6% e i mobili con +1,7%. Tra le prime dieci province italiane, per crescita, Milano è preceduta solo da Perugia (+9,1%) e Torino (+2,5%).
Emerge da un’indagine della Camera di Commercio su dati del registro delle imprese al primo trimestre 2010 e 2011.
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