Terzini e centravanti, i buchi neri del Varese
Camisa e Cacciatore annaspano, Eusepi e Cellini non vedono la porta. Meglio in mezzo al campo, ma l'attaccante più pericoloso è Figliomeni
Moreau 6,5 – Si merita gli applausi per una bella parata a inizio ripresa. Sul gol non ha colpe: quel pallone era imprendibile.
Camisa 4,5 – Sui terzini Carbone ha le sue colpe: manda il capitano a destra, dirotta Cacciatore a sinistra e tiene fuori il mancino Armenise. Quindi Camisa qualche attenuante ce l’ha, però dalla sua parte l’Avellino macina gioco, metri e possesso palla e manda in confusione il numero 32 biancorosso a più riprese (sbaglia anche più di un appoggio banale). Non è la prima volta, e la cosa è ancora più preoccupante.
Figliomeni 6,5 – Diventa l’attaccante più pericoloso di Carbone, grazie ai colpi di testa, l’ultimo del quale finisce sull’incrocio dei pali. In difesa non è precisissimo ma ne complesso se la cava sempre.
(Troest 6 – Chiamato in campo d’emergenza tiene la posizione e rimedia con classe ed esperienza a un proprio errore di impostazione).
Terlizzi 6,5 – Si disimpegna bene in difesa, guadagna il rigore in attacco. Poi esce per un problema muscolare che tiene già in apprensione il tifosi.
Cacciatore 5 – Gioca sulla fascia che non gli appartiene – la sinistra – ma questo non basta a giustificare qualche buco, alcuni errori banali e soprattutto la supponenza con cui pare stare in campo. Un atteggiamento già visto e che rischia di pagare in un campionato come la Serie B.
Corti 6 – Non è ancora quello “vero”, ma resta un giocatore che non passa inosservato con le sue corse e le sue interdizioni.
Filipe 4,5 – Gioca solo il primo tempo. A nascondino: perché non lo si vede davvero mai.
(Zecchin 6 – Verve in fascia, cross di prima intenzione, movimenti per provare a confondere le idee alla difesa. Non sempre lucido, ma almeno ci prova).
Kurtic 5,5 – Parte bene, dettando i tempi del reparto avanzato e provando le conclusioni da lontano. Poi si incaponisce sia nel tentare il numero delicato sia nel cercare la porta da fuori e il risultato è il classico “tanto fumo e niente arrosto”.
Nadarevic 6 – Come Kurtic, pare un’ira di Dio fino al gol dell’Avellino. Poi la difesa gli prende le misure, lui cala di fiato e per il resto della partita appare poco pericoloso, anche se trova qualche sprazzo qua e là.
Eusepi 5 – Boa senza troppa acqua in cui galleggiare: più impegnato in spallate che a guardare la porta, lascia il campo senza lasciare segni positivi.
(Cellini 5,5 – Più sapienza calcistica rispetto al compagno che rileva, però il tiro in porta rimane una chimera. Figuriamoci il gol).
Neto Pereira 5,5 – Ha il torto principale di avere stampato il rigore sul palo di Fumagalli. Per il resto ci mette impegno e grinta, anche se in qualche occasione risulta impreciso.
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