Dal Sociale ultimatum al Comune: “Decisione entro fine mese”

La direttrice Delia Cajelli interviene nella polemica sull'acquisto del teatro: "L'amministrazione deve chiudere la trattativa, altrimenti prenderemo altre strade. Il Sociale lo vogliono in tanti..."

Ha un diavolo per capello Delia Cajelli: esasperata dagli articoli apparsi negli ultimi giorni sulla stampa locale in merito al possibile acquisto del suo teatro Sociale da parte del comune, la direttrice artistica si dice anche "sconfortata" dalla piega che ha preso, tra polemiche e battibecchi, una trattativa che sembrava finalmente avviata a concretizzarsi. "Stiamo aspettando da 33 anni – commenta – e non crediate che in questo periodo non abbia avuto offerte: il teatro me lo hanno chiesto un po’ tutti, miliardari del Dubai, responsabili di Scientology, persino la mafia. Ho sempre fatto di tutto per favorire l’amministrazione, perché sono convinta che il teatro debba mantenere una dimensione pubblica. Ma se si ritiene che sia uno spreco concludere questa trattativa, allora fermiamoci: ci sono già altre vie aperte, solo che devo dare delle risposte in tempi brevi". E proprio per questo motivo il Sociale ha posto un ultimatum: "O si arriva a un impegno da parte del Comune entro fine mese, oppure ci rivolgeremo altrove. Anche se non possiamo essere sicuri dell’uso che vorranno fare di questo teatro gli eventuali compratori".

La Cajelli, da sempre anima del teatro bustocco (che martedì prossimo festeggerà i 120 anni dalla fondazione), rigetta con forza le accuse ricevute nelle ultime ore: "Con che coraggio ci chiamano speculatori? Noi sul Sociale non abbiamo guadagnato un soldo, gli speculatori si sono eliminati da soli dieci anni fa, perché hanno capito che il teatro non era un affare e se ne sono andati, lasciandoci con un buco miliardario. Per ripianarlo abbiamo stipulato un mutuo, che paghiamo con i soldi della convenzione comunale, e che potremmo definitivamente chiudere se riuscissimo a concludere la vendita. Altro che speculazione, abbiamo investito 1 milione e mezzo in ristrutturazioni e altri 400mila euro per il nuovo ridotto…  Qui è tutto a carico nostro, e a noi spetta il compito di cercare di risparmiare, senza però penalizzare la qualità e la formazione costante". I recenti dibattiti, d’altro canto, lasciano la direttrice artistica senza parole: "Autorevoli personalità nazionali hanno detto che la cultura non dev’essere toccata dai tagli, Garcia Lorca stesso diceva: un paese che non pensa al suo teatro è morto o moribondo".

L’accordo con il Comune, però, è ancora tutto da trovare: "Sulla cifra onestamente non ci sono certezze, stiamo trattando". Lo stesso avvocato del teatro, Francesca Della Cagnoletta, ammette: "Abbiamo lavorato molto e ci sembrava di aver fatto i passi giusti, ma oggi è davvero difficile dire come finirà, siamo un po’ sconfortati". E del resto nella storia del teatro non mancano i colpi di scena in questo senso, come trent’anni fa, quando il sindaco Borri stanziò i soldi necessari per l’acquisto, ma chiese di rinviare la procedura perché non sembrasse una mera operazione elettorale. Dopo le elezioni, la trattativa ancora una volta saltò e tutto tornò al punto di prima: "La verità un giorno la racconterò io, anche su questa storia" promette Delia Cajelli.

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Pubblicato il 13 Settembre 2011
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