FDS: “Accanto ai lavoratori in sciopero”
La manifestazione è in programma martedì 6 settembre alle 9.30 in piazza Monte Grappa
Riceviamo e pubblichiamo
La Federazione della Sinistra della provincia di Varese invita le lavoratrici, i lavoratori, i pensionati e gli studenti ad aderire allo sciopero generale indetto dalla CGIL per il 6 settembre e a partecipare al corteo che a Varese partirà da piazza Repubblica alle 9,30 e si concluderà in piazza Montegrappa.
Bene ha fatto la CGIL a chiamare i lavoratori alla mobilitazione contro la manovra finanziaria del governo Berlusconi-Bossi; non si poteva attendere oltre, tale è la gravità delle scelte fatte ora e in precedenza da questo governo che, davanti al disorientamento, la paura, l’ansia e la regressione collettiva, interpreta il ruolo di genitore protettivo, pronto a prendere la difesa della “patria” e del suo popolo con ogni mezzo necessario.
Bene ha fatto la CGIL a mobilitare i lavoratori contro scelte di natura ideologica con una chiara e forte connotazione classista; quello che occorreva era dunque uno sciopero con forte contenuto ideologico contro un governo che così ragiona: “I sacrifici li fanno i deboli perché il debito pubblico è sorto ed è cresciuto per sostenere la spesa sociale a favore dei deboli; sono stati i comunisti in primo luogo a pretendere che si desse attuazione alla Costituzione antifascista che parla di intervento dello Stato per ridurre le diseguaglianze provocate dal mercato, mica i liberali……siano dunque i lavoratori e i pensionati a pagare; fosse dipeso da noi liberali, non avremmo dato la scuola gratuita ai figli degli operai, né la sanità quasi gratuita a tutti; noi liberali, noi Berlusconi-Bossi e compari abbiamo medicine amare da farvi mandare giù perché si possa tornare alla piena libertà economica, quella che piace a noi!”.
Quello che Berlusconi-Bossi intendono creare quando dicono di voler cambiare il Paese, e questa manovra ne è la riprova, è la “società dei proprietari” di thatcheriana memoria; per farlo hanno bisogno di colpire in modo definitivo (strutturale) le conquiste che i8l movimento operaio italiano ha fatto dal dopo guerra agli anni ottanta; si tratta quindi di una regressione storica, possibile perché in Parlamento è mancata e manca una opposizione seria di sinistra; del resto le varie riforme elettorali, partendo dall’assunto che i voti sono distribuiti più equamente che i redditi, a ciò volevano arrivare: consentire a pochi di nstravolgere le regole costituzionali e non, di rivoltare il Paese sul piano economico, etico e sociale senza essere contrastati efficacemente da qualcuno.
I lavoratori tutti, anche quelli che per anni hammo dato fiducia a Bossi, senza cogliere la funzione antipopolare del suo partito, hanno ancora la possibilità di battere il progetto di Berlusconi e Bossi, che è poi il progetto dei padroni ma la mobilitazione non può esaurirsi con lo sciopero generale; occorre smascherare le politiche di classe che vengono avanti ovunque, anche ad opera delle amministrazioni locali; bisogna opporsi ad ogni privatizzazione, al finanziamento delle scuole private, alle missioni militari “umanitarie”.
Occorre evitare che si peggiorino ulteriormente le norme sul sistema pensionistico, a partire da quelle sull’età pensionabile; occorre, infine un no secco ad ogni modifica allo Statuto dei Lavoratori.
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