“Il PdL si sta sfaldando, Italia Forza Popolare ne è la prova”
I responsabili dell'Udc commentano la nascita dell'associazione parallela al PdL mettendo in luce le crescenti difficoltà interne al partito
La nascita dell’associazione "Italia Forza Popolare"? È un segno del’«evidente sfaldamento presente anche nel PdL di Gallarate». È il giudizio severo che i responsabili dell’Udc gallaratese riservano alla nuova iniziativa politica di una parte degli esponenti del PdL. Il partito d’ispirazione cattolica guidato da Luigi Patrini ritiene che dall’iniziativa promossa da Senesi, Sparacia e Tomasini emerga «l’insoddisfazione di un’ampia parte della base nei confronti di chi ha gestito il partito in questi anni e, sordo alle aspettative di cambiamento emergenti anche nella nostra città, lo ha portato alla sconfitta elettorale di questa primavera». Di fatto, però, poco si sa sugli equilibri interni del PdL, che dopo le elezioni amministrative e la bruciante sconfitta aveva iniziato a ragionare: la nascita di nuove associazioni potrebbe essere un tentativo di intaccare la vecchia dirigenza dei fedelissimi di Nino Caianiello.
All’Udc ed ai suoi associati, in ogni caso, non piace particolarmente l’operazione di "Italia Forza Popolare", considerando che si bolla come «un po’ forzato e velleitario il riferimento del suddetto appello agli “uomini liberi e forti”, un’espressione celebre che rievoca alla memoria don Sturzo: a noi pare, francamente, che il PdL non possa ritenersi erede del PPI e della DC, perché non ci sembra di intravvedere personalità del livello di Sturzo e di De Gasperi e neppure di Fanfani o Moro». All’opposto l’Udc ritiene che dal momento di difficoltà debba nascere anche a livello locale «una più diffusa consapevolezza della necessità di un cambiamento radicale nella politica», sollecitata anche «sia dal Papa sia dal Card.Bagnasco». E l’Udc conclude dicendo di non avere «l’obiettivo prioritario di allearsi con il polo di destra o di sinistra per vincere», ma di voler «contribuire ad una pacificazione sociale, favorendo – come già aveva intuito Sturzo agli inizi del secolo scorso – la collaborazione tra tutte le forze sociali, con l’unico obiettivo di realizzare un serio servizio al bene comune dell’intera città».
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