Livingston, s’infiamma la guerra per conquistare la compagnia
Riccardo Toto parla di manovre per "tagliare le gambe" al suo progetto, i dipendenti guardano con preoccupazione alle valutazioni del consulente del commissario straordinario. Ma la scelta s'indirizza verso Air Italy
Sono giorni di attesa per il futuro di Livingston, la compagnia aerea di base a Cardano al Campo. Compagnia in difficoltà dal punto di vista finanziario, eppur contesa come una pedina preziosa nel mercato del charter, soprattutto perché detiene alcuni diritti di volo esclusivi verso il Sudamerica. La prima offerta di acquisto fatta dal Commissario Straordinario governativo Daniele Discepolo è andata deserta, ora i concorrenti nella gara per l’acquisto sono sei e in particolare alcuni più che interessati a portare a compimento l’operazione. Da un lato l’offerta di Air Italy per acquistare (per 200mila euro, a poco prezzo, si direbbe) il ramo più redditizio della compagnia, il lungo raggio verso Cuba e Sudamerica, assorbendo 100 dipendenti. Dall’altro la proposta della RT srl di Riccardo Toto – il figlio del Toto patron di Air One – che si propone di acquistare l’intera compagnia a prezzo simbolico (1 euro), mantenendo però l’intero organico di quasi 500 persone.
Intorno alle due offerte si è creata grande attenzione. "Guerra di lobby sulla pelle dei cassintegrati", ha scritto il Fatto Quotidiano, rilanciando le accuse di Riccardo Toto: «Qualcuno vuole tagliare le gambe al mio progetto» dice Toto ai giornali, indicando nel governo romano e in Alitalia i nemici della sua operazione. A dare manforte al tutto, ci ha pensato il prestigioso consulente del commissario, Massimiliano Vignati: in un’intervista al quotidiano La Provincia di Varese ha dichiarato in maniera sibillina che «il meglio, a volte, non è il bene», ha detto che la garanzia sul numero di dipendenti assorbiti deve essere sostenibile nel tempo «per almeno 24 mesi» e ha fatto intendere che il progetto di Riccardo Toto non va visto come il migliore. «Non esiste nessuna pole position», concludeva con prudenza Vignati (legato direttamente al ministro dello sviluppo economico Paolo Romani), per garantire l’equidistanza nella valutazione dei progetti industriali.
Quanto basta, comunque, per mettere in agitazione i dipendenti
della compagnia, che già in passato avevano valutato negativamente l’offerta di Air Italy, considerata quasi una svendita dei diritti di volo più redditizi: «In base a quali criteri si cerca di estraniare la proposta della RT srl e di altre proposte presentate tra cui quella del nostro gruppo di dipendenti ? Il progetto della RT srl è un progetto che rispecchia fedelmente i dettati dell’ormai noto art. 63, ovvero un progetto proposto da un offerente affidabile, che propone prosecuzione delle attività imprenditoriali, con riguardo alla garanzia di mantenimento dei livelli occupazionali e dotato di un piano industriale ricco di investimenti». I lavoratori sono anche preoccupati dalle garanzie occupazionali: Air Italy fa parte di Meridiana, che ha 900 persone in cassa integrazione. E i dipendenti guardano anche con delusione al disinteresse verso la loro proposta, una manifestazione d’interesse che prevede che i dipendenti rilancino la compagnia mettendo il loro TFR come base economica. Una operazione che nei giorni scorsi avrebbe suscitato anche un certo interesse da parte di altri imprenditori della zona.
Il problema che rischia di far saltare l’offerta di Riccardo Toto e mettere in pole position l’offerta Air Italy è la previsione di usare – per il rilancio della compagnia – anche il finanziamento statale (in realtà una fideiussione) già erogato. Lo ammetteva nell’intervista al Sole 24 Ore anche lo stesso Toto Junior: «Il problema che è stato rilevato è nell’utilizzo della garanzia statale, autorizzata dalla Ue, per un finanziamento di 9,8 milioni di euro. Abbiamo detto che compriamo un ramo d’azienda e vorremmo ci fosse dentro il finanziamento già attivato, con la banca indicata dal ministero che è la Intesa Sanpaolo». Ieri c’era la riunione del Comitato di Sorveglianza (che non ha l’ultima parola), oggi i rumors riportati dal Sole 24 Ore e rilanciati dalle agenzie di stampa specializzate riprendono proprio questa ipotesi, parlano di "ostacolo formale" che porterebbe al rigetto dell’offerta della RT di Toto e spianerebbe la strada ad Air Italy. "La più accreditata", dice il Sole 24 Ore.
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