Sfida la crisi e il passato la nuova sede di Confcommercio
Un weekend di festeggiamenti, che comincia con una cena di Gala "in loco" e si conclude con l'inaugurazione solenne, per la nuova modernissima sede dell'associazione di Commercianti
E’ già parte dello skyline gallaratese da tutto il 2011 ma avrà la sua consacrazione solo in questo fine settimana la nuova sede dell’Associazione Commercianti – Confcommercio di Gallarate. «Noi siamo materialmente qui da dicembre scorso ma il vero kick off della struttura avviene solo questo weekend – spiega il vicepresidente di Ascom Gallarate, Fabio Lunghi – Venerdi sera si terrà la parte più strettamente associativa, sabato mattina invece l’inaugurazione ufficiale»
Comincerà infatti da una cena di gala nelle sale del secondo piano della nuova sede a cui parteciperà anche il presidente di Confcommercio nazionale Sangalli, oltre alla crème dell’associazionismo varesino, il “battesimo ufficiale” della nuova sede dell’Associazione Nazionale del commercio di Gallarate, cioè di Ascom Gallarate. L’inaugurazione davanti alle istituzioni e i cittadini sarà invece sabato primo ottobre alle undici: l’appuntamento è davanti alla entrata principale, in viale Unione Europea 14 nel quartiere Sciaré. «Questa inaugurazione è il frutto di oltre sessant’anni di associazionismo: perchè questa è una sede di nostra proprietà e in una zona fortemente strategica: cioè, un investimento importante – spiega Lunghi – La sede è strategica già da oggi, ma lo sarà ancora di più con l’apertura di Pedemontana, che passa molto vicino a noi. Il vantaggio immediato, per dipendenti e associati, è invece il parcheggio di proprietà con molti posti auto: cosa che rende ai soci molto più semplice arrivare in questa sede, piuttosto che in quella di viale Vespucci, dove i posti auto decisamente scarseggiavano»
La sede, realizzata dallo Studio Achini di Varese, 2300 metri quadri di cui 1800 di uffici e 500 operativi, ha particolare attenzione all’ambiente: strutturata su due piani e in classe B edilizia, ha pavimenti fonoassorbenti e l’impianto di condizionamento-riscaldamento di terza generazione. I piani inoltre sono del tutto indipendenti tra di loro – per gestione delle aperture e delle chiusure, per esempio – grazie alla domotica.
«Questa inaugurazione è un momento storico. Dopo vent’anni di presenza in via Vespucci nel 2006, con presidente Pasotti, abbiamo cominciato a pensare allo spostamento da un luogo che non era più adatto a noi – spiega l’attuale presidente di Confcommercio Gallarate, Delio Riganti – Così il mio mandato e quello del nuovo consiglio direttivo è iniziato con questo impegno, che abbiamo portato avanti a fondo e mandato in porto in due anni».
I costi della modernissima sede sono impegnativi, ma finora le spese sono state gestite con oculatezza "da commerciante varesino": il costo iniziale di tre milioni e ottocentomila euro è stato infatti pagato in gran parte con la vendita della vecchia sede di via Vespucci, oltre alla vendita di alcuni capannoni dietro a quella struttura e di parte degli uffici acquistati al Green Palace. «Con queste operazioni siamo arrivati alla cifra di circa 3 milioni e centomila euro – ha spiegato Riganti – Il resto è diventato un mutuo da 15 anni, gestito da Ascom Fidi ed erogato dalla Banca Popolare di Bergamo».
Un mutuo accettabile, e che potrebbe essere azzerato da ulteriori vendite in sospeso: cosa che dovrebbe rendere decisamente più semplice le eventuali difficoltà che contrarre un debito comporta. «Perchè va ricordato che poco dopo l’inzio dei lavori è arrivata la crisi: ma questo investimento abbiamo voluto portarlo avanti lo stesso – spiega Riganti – Ammetto di essere stato sostenuto ed aiutato da un consiglio giovane e quindi più avventuroso. Ma ci è sembrata una buona cosa arrivare fino in fondo all’investimento, perchè la crisi prima o poi passerà: e noi saremo pronti per il futuro». E con la coscienza pulita nei confronti degli associati: «Anzi, dobbiamo dire "meno male che abbiamo investito questi soldi nella nuova sede" – aggiunge e conclude Lunghi – Se negli ultimi due anni i soldi dei nostri associati fossero rimasti investiti in borsa, a quest’ora avremmo dovuto rendere conto delle nostre perdite».
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