“Stop al cemento a Milano. E speriamo anche a Malpensa”
L'accordo Enac-Sea sull'aumento delle tariffe consente di finanziare il potenziamento dell'aeroporto. Pisapia ha salutato la mossa come "una buona notizia", mentre chi lotta contro la terza pista la pensa diversamente. E vuole farsi sentire
I progetti del Masterplan di Malpensa vanno avanti, dopo che è stato siglato l’accordo sulle tariffe che darà nuove risorse economiche a Sea. Ma Master Plan vuol dire (ancor oggi) anche terza pista e polo logistico, così dalle parti di Malpensa si riaffacciano i timori per il futuro.
«Non si può fermare la cementificazione a Milano e poi lasciarle campo libero nel Parco del Ticino» dicono le voci che da un anno e mezzo si sono mobilitate contro l’ampliamento dell’aeroporto. Già, perché la contraddizione sta tutta qui: da un lato il "vento del cambiamento" che spira – anche in materia di edilizia e urbanistica – su Milano (revisione del Pgt e garanzie su Expo), dall’altro il timore che la giunta Pisapia rimanga legata alla logica che vedrebbe Milano interessarsi di Malpensa e della brughiera mettendo in primo piano gli interessi economici. Così appunto è stato letto il via libera alla revisione delle tariffe aeroportuali. «Non si può pensare che lo stop al cemento valga per Milano e dintorni e poi si vada avanti con un progetto devastante nel mezzo della brughiera del Parco del Ticino» attacca Jimmy Pasin, in prima linea nella critica (anche economico-scientifica) all’espansione di Malpensa.
Pasin ha bollato l’accordo Enac-Sea come «una pessima notizia», giudizio sarcastico per rispondere alla definizione di «buona notizia» data da Giuliano Pisapia. «La sorpresa riguarda la posizione di Milano, che valuta, attraverso il suo Sindaco, positivamente la notizia definendola "una buona notizia"… purtroppo senza una base per un’analisi precisa della situazione» spiegava già venerdì sul suo blog l’esponente sommese del Pd, che anche dentro il suo partito ha usato parole sempre molto nette. Pasin ricorda anche che la revisione delle tariffe farà costare di più i biglietti aerei e quindi si riverserà sui viaggiatori. E anche quelli di Viva Via Gaggio in questi giorni hanno ripreso in mano la questione, ricordando di aver scritto per via ufficiale («con raccomandata con ricevuta di ritorno») a Pisapia. Ora si preparano altre iniziative, anche perché – spiega un altro dirigente locale del centrosinistra – «a Milano non sappiamo quanto ci si renda conto del fatto che il percorso per l’espansione dell’aeroporto va avanti lo stesso, anche se Tabacci guarda solo ai numeri della cassa». Questa settimana è previsto un convegno di Legambiente sull’espansione di Malpensa, non solo con esponenti locali, ma anche con il presidente regionale Damiano Di Simine e con Dario Balotta, coordinatore del settore trasporti. Insomma, dopo il (tiepido) favore con cui si guardava al primo incontro tra sindaci di Malpensa e amministrazione Pisapia, ora le voci critiche su terza pista e polo logistico tornano alla carica, guardando alle ragioni ambientali, ma anche a quelle economiche e di gestione dello scalo, come dimostrato dagli ultimi contributi prodotti da Viva Via Gaggio.
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