Il tribunale boccia le sedi distaccate dei ministeri
Una sentenza del tribunale di Roma annulla gli effetti dei decreti che istituivano gli uffici periferici di due ministeri. Bossi e Calderoli minimizzano
I ministeri tornano a Roma. L’idea della sede distaccata a Palazzo reale a Monza, voluta dalla Lega e criticata dal Presidente Napolitano, è stata bocciata dal Tribunale di Roma, che ha annullato gli effetti dei decreti ministeriali dello scorso 7 giugno.
I ministri Calderoli e Bossi volevano trasferire a Monza le sedi periferiche dei ministeri della Semplificazione normativa e delle Riforme per il federalismo. Poi sono state aperte anche le sedi distaccate dei ministeri dell’Economia e del Turismo. E questi uffici non sono stati ricompresi dalla decisione giudiziaria.
Alla base del colpo di spugna il comportamento antisindacale: infatti, il tribunale ha i ricorsi presentati dai sindacati della presidenza del Consiglio, riconoscendo che Palazzo Chigi non ha informato preventivamente dell’iniziativa i sindacati «conseguentemente impedendo la concertazione con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative».
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