Scoperta maxi evasione da 340 milioni di euro
I finanzieri hanno arrestato un imprenditore e denunciato altre dieci persone. Muovevano duecentomila euro in contanti al giorno
Un’evasione fiscale di 340 milioni di euro è stata scoperta dagli uomini della Guardia di Finanza di Erba. L’indagine, durata circa due anni sotto la direzione del Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Como, Giuseppe Rose, ha permesso di smascherare quello che è stato definito dai militari un "vero e proprio sodalizio criminoso" e che attraverso società "cartiere", costituite allo scopo di emettere fatture false, ha consentito l’evasione fiscale a numerosi soggetti operanti nel settore del commercio dei rottami metallici. I finanzieri hanno arrestato il responsabile e denunciato a piede libero di 10 persone per reati tributari. Sono stati inoltre sequestrati e confinscati cinque immobili, sette automezzi ed oltre 2,8 milioni di euro tra contanti, depositi bancari e quote sociali.
Le indagini portate a termine dai finanzieri hanno permesso di appurare che tale sistema movimentava somme in contanti per circa duecentomila euro al giorno, violando contestualmente anche la normativa antiriciclaggio.
È stato inoltre verificato che, in concomitanza del versamento di assegni bancari a pagamento della vendita di merce, veniva effettuato un prelievo di pari importo in contanti utilizzato per remunerare in nero i fornitori di merce che, oltre alla richiesta dell’anonimato, pretendevano il denaro contante in modo da non rendere tracciabili i flussi finanziari.
Ad aggravare la posizione dell’imprenditore sottoposto a misura cautelare in carcere, è stata la violazione reiterata alla normativa sullo smaltimento dei rifiuti in quanto la società era già da tempo priva delle prescritte autorizzazioni, necessarie per poter garantire che la merce trasportata e smaltita non fosse nociva per l’ambiente.
Riscontro principale sull’efficacia dell’attività svolta dalle Fiamme Gialle è stato il massiccio ricorso alla richiesta di patteggiamento da parte della quasi totalità degli indagati, tra cui i principali promotori della frode fiscale.
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