La biblioteca ricorda il suo fondatore
Giambattista Roggia, scomparso lo scorso 7 novembre, la fondò nel 1950. Ora una mostra di documenti e libri da lui scritti ne celebra la memoria
La biblioteca civica ricorda il suo fondatore, il professor Battista Roggia, con una mostra di documenti e libri scritti dallo stesso professore. Si tratta di una trentina di opere, tra cui una copia della tesi di laurea , dal titolo “Saggio sulla civiltà di Canaan – dal sec. XVI al sec. XIII ac”, discussa nell’anno accademico 1936-1937 presso l’Università Cattolica di Milano con relatore mons. J. Bonson; e il libro di cui Roggia era molto orgoglioso, L’epopea di Gilgamesh (1944).
Ci sono anche testi classici di cui ha curato la traduzione e più di una decina di opuscoli che rappresentano le voci curate per il Grande Dizionario Enciclopedico della Utet negli anni ’60 su sumeri, lagash – marduk, nin – gal, uruk, isin, solo per citarne alcune; l’introduzione e le note ai libri 2-3-4 delle tuscolane di cicerone scritte nell’anno 1941 per le edizioni barbera; il catalogo generale della biblioteca civica per Pianezza Edizioni nell’anno 1960; il saggio “Religione e magia presso gli assiro- babilonesi.
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