In piazza contro la manovra e la “stangata” della regione
Varese ha ospitato la manifestazione regionale dei sindacati: «I soliti noti sono stanchi di pagare. Rimettiamo il lavoro tra le priorità»
Nel mezzo di Piazza Repubblica i sindacati hanno eretto un muro di mattoni con la scritta "Lavoro". Simbolo della protesta che continua contro una manovra «che non sostiene l’economia e colpisce i soliti noti: i dipendenti e i pensionati, quelli cioè che le tasse le pagano già». La piazza era affollata per la manifestazione regionale che si è tenuta questa mattina nel centro di Varese. Presenti oltre a molti lavoratori, i sindacati di tutte le sigle, i delegati delle rsu di Whirlpool, Anovo, Ims, del pubblico impiego (compresi quelli di questura e prefettura), il coordinamento migrante varesino e alcuni rappresentanti delle forze politiche. Sotto al palco, dove sono saliti i segretari regionali di Cgil, Cils e Uil rispettivamente Nino Baseotto, Gigi Petteni e Walter Galbusera, un grosso striscione ribadisce "Prima di tutto il lavoro". Ma non è solo la manovra del governo Monti (e le precedenti) a preoccupare i tre sindacalisti. Unanime è il dissenso nei confronti del nuovo intervento sull’Irpef approvato ieri sera dalla Regione Lombardia. «Una nuova stangata – hanno detto i segretari regionali – che va a colpire i redditi più bassi senza favorire lo sviluppo e la crescita».
Natale non sarà sereno per molti lavoratori varesini, ripetono i sindacati: «Ne siamo consapevoli ed è un segnale importante che proprio a Varese si sia organizzata la manifestazione regionale – ha spiegato il segretario provinciale della Cisl, Carmela Tascone -. È il simbolo della vicinanza ai lavoratori di uno dei territori più colpiti dalla crisi. Il messaggio che vogliamo trasmettere oggi è questo: rimettiamo il lavoro tra le priorità dell’azione di governo».
«Sono tre gli aspetti fondamentali di questa giornata – ha aggiunto Franco Stasi di Cgil Varese – innanzi tutto viene ribadito che a Varese c’è unità tra i sindacati: non solo sui temi della crisi ma anche rispetto alla manovra economica e alla difesa dei diritti di pensionati e lavoratori. Secondo, la doppia faccia della medaglia. Varese è una delle città più ricche del paese ma è anche una di quelle che maggiormente sta pagando questa crisi. Infine c’è un messaggio sentito che rivolgiamo alla politica: siamo in una situazione di emergenza servono al più presto politiche attive per i giovani e meno imposte sui redditi delle fasce più basse della popolazione». «È un grandissimo segnale per il sindacato varesino la convergenza del tema del lavoro come priorità – ha commentato Antonio Albrizio della Uil varesina – rende questa manifestazione importante non solo per Varese ma per tutti i lavoratori di questa regione. La Uil ha come priorità il rilancio del lavoro e non ci può essere crescita senza sostegno allo sviluppo».
La manifestazione del sindacato è andata avani per circa tre ore dalle 9 e 30 del mattino fino a mezzogiorno inoltrato. Presenti in piazza Repubblica anche i consiglieri regionali del Pd Stefano Tosi e Alessandro Alfieri, il consigliere comunale di Sel Rocco Cordì e il giovane leghista Mario Pinti «interessato – ha precisato – a confrontarsi sul tema del lavoro, soprattutto in un momento di crisi come questo».
I lavoratori hanno chiamato in causa le responsabilità politica, da destra a sinistra: «Il Pd – ha commentato il deputato varesino Daniele Marantelli – ha seguito tutte le vertenze, ultima quella di Whirlpool, in presa diretta, coivolgendosi in prima persona e ascoltando i lavoratori. In questo momento di difficoltà dell’economia noi sosteniamo con forza il tema dello sviluppo, senza di quello non si va da nessuna parte».
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