Botte dal figlio ubriaco ma la madre ritira la querela

La decisione sofferta di una madre anziana che, davanti ai giudici dopo anni di sofferenze, ha scelto di difendere il proprio figlio anche se violento

Botte dal figlio ubriaco ma la mamma ritira la querela davanti ai giudici. Una storia di violenza domestica a causa del problema di alcolismo del figlio è finita questa mattina davanti al collegio del tribunale di Busto Arsizio composto dal presidente Toni Adet Novik, Piera Bossi e Maria Greca Zoncu. La signora, di oltre 70 anni, ha ripercorso con dolore gli anni passati a sopportare i momenti di ubriachezza del figlio tra minacce, spintoni, fino ai pugni e i calci che lo hanno portato prima in cella e poi in un ospedale psichiatrico giudiziario: «Lui mi aveva dato dei soldi da custodire, conoscendo il suo problema, ma poi ogni volta che era sbronzo li voleva indietro – racconta la donna – io cercavo di fargli capire che non doveva buttarli via e lui usava violenza».

Nello sguardo la sofferenza di chi ha provato in tutti i modi a fermare colui che era carne della sua carne ma nulla, la dipendenza dall’alcol prendeva il sopravvento e non c’era verso di fargli cambiare idea. Fino a quando il 16 ottobre 2010 la donna, dopo essere stata minacciata dal figlio con una pistola giocattolo, ha sporto querela temendo che prima o poi sarebbe passato ad un’arma vera. Oggi, giunta davanti ai giudici, ha detto che non sarebbe andata più avanti con la querela e l’ha ritirata. Il pubblico ministero Nadia Calcaterra ha preso atto della decisione sofferta ma dettata dal cuore di una madre ma il processo andrà comunque avanti e, mentre il reato di estorsione è stato derubricato ad esercizio arbitrario delle proprie ragioni, resta sul tavolo il fascicolo per lesioni, nell’ultima lite alla donna l’uomo ruppe il naso e il bacino causandogli ferite guaribili in 30 giorni.

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Pubblicato il 26 Gennaio 2012
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