Il Parlamento vota sulla richiesta d’arresto per Cosentino

Due voti cruciali attendono oggi il panorama politico italiano. Da un lato la richiesta dei giudici nei confronti del deputato Pdl, dall'altro la votazione della Consulta sull'ammissibilità del referendum elettorale

Due voti cruciali attendono oggi il panorama politico italiano. Verranno fatti in due luoghi diversi e su materie completamente opposte ma entrambi, secondo alcune dichiarazioni di personaggi politici di primo piano, potrebbero destabilizzare il sostegno politico dell’esecutivo Monti.
Le materie sono lontane anni luce dalle emergenze sull’economia che i ministri stanno affrontando in questi giorni: alla Camera di Montecitorio, a partire dalle 12, iniziano le discussioni che porteranno alla votazione sull’arresto del deputato del Pdl, ex sottosegretario del governo Berlusconi, uomo di primo piano del partito del Cavaliere in Campania, Nicola Cosentino. Nei suoi confronti la procura di Napoli ha spiccato un provvedimento, confermato dal gip e dal tribunale del riesame, di richiesta di arresto per concorso esterno in associazione camorristica. Una richiesta di arresto che era già stata inoltrata nel novembre del 2009 e respinta dal Parlamento.
Oggi, però, gli equilibri politici sono completamente cambiati e la Lega Nord non è più in maggioranza con il Pdl. Nei giorni scorsi l’ex ministro Roberto Maroni aveva annunciato il voto favorevole all’arresto del deputato da parte della Lega e così, infatti, è stato all’interno della giunta per l’autorizzazione a procedere che ha dato il via libera.
Ieri sera, però, il leader del Carroccio Umberto Bossi ha fatto dietrofront rispetto alle indicazioni di Maroni. “Nelle carte (quelle inviate dai giudici in Parlamento a carico di Cosentino Ndr) non esce niente, non esce una colpevolezza – ha detto Umberto Bossi, che ha aggiunto -: bisogna stare tranquilli quando si tratta di arresto, i magistrati imparino a fare i processi. Lascio libertà di coscienza”.
A onor del vero va ricordato che il Parlamento non è chiamato a giudicare la colpevolezza dell’indagato, compito al quale solo chiamati i giudici del tribunale: la legge stabilisce che all’aula spetti il giudizio sulla presenza o meno del cosiddetto fumus persecutionis, cioè un evidente e ingiusto intento persecutorio da parte dei pubblici ministeri.

Il voto potrebbe aprire quindi numerose conseguenza. Innanzitutto in casa Lega, dove a questo punto c’è il rischio di un voto che divida ulteriormente le diverse anime del partito.
Ma anche dal Pdl non sono giunte dichiarazioni rassicuranti per l’esecutivo. Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, ha dichiarato nei giorni scorsi che il via libera all’arresto del deputato campano darebbe “un colpo al quadro politico”. Va ricordato che il Pdl sostiene in Parlamento l’esecutivo in carica.

L’altra votazione attesa per oggi è quella dei 15 giudici della corte costituzionale che dovranno decidere se dare o meno il via libera al referendum che chiede l’abrogazione del Porcellum, l’attuale legge elettorale in carica. Una decisione positiva andrebbe incontro alla volontà dei cittadini che hanno fatto la fila per firmare ai banchetti del referendum ma metterebbe fibrillazione tra i partiti in Parlamento. La legge elettorale è la legge che regolamenta le modalità di elezione delle forze politiche in Parlamento, argomento al quale tutti i partiti sono molto sensibili.
L’attesa dei giudici era attesa per ieri sera ma dovrebbe giungere in data odierna.

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Pubblicato il 12 Gennaio 2012
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