Il toner è nocivo? Non è certo, ma è meglio stare attenti
Lo pneumologo Colombo e l'urologo Marconi spiegano gli effetti delle polveri rilasciate nell'aria da stampanti e fotocopiatrici. Qualche consiglio per limitare i problemi
Nocive, tossiche o innocue? Stampanti e fotocopiatrici finiscono regolarmente sotto i riflettori della sanità. Al centro delle preoccupazioni sono quelle polveri sottili rilasciate nell’aria a ogni uso.
Così necessarie per il lavoro quotidiando, queste macchine sono davvero pericolose per la nostra salute? Lo abbiamo chiesto a due medici dell’Ospedale di Varese: all’urologo Alberto Marconi e allo pneumologo Fausto Colombo
«Un po’ di preoccupazione c’è ma non possiamo pensare a una vera malattia – spiega il dottor Colombo – Gli studi condotti fino ad oggi non hanno evidenziato alcuna relazione sicura tra tumore e polveri. La questione, però, è ancora aperta ed è quindi bene non sottovalutarla. Per esempio, chi accusa riniti, asma o dermatiti quando si trova in un ambiente dove queste macchine sono in funzione, è bene che non sottovaluti la tossicità dell’esposizione e lo segnali al proprio medico. Ritengo che sia una questione soggettiva: nei soggetti predisposti, il pulviscolo rilasciato può agire come causa scatenante . Ci sono, poi, i casi di sovraesposizione, nei soggetti che stanno a lungo a contatto con il toner. Ricordiamoci che il pulviscolo spesso penetra nel nostro oragnismo attraverso l’apparato respiratorio fino ad arrivare agli alveoli creando episodi infiammatori che rischiano di cronicizzarsi. Il mio consiglio è quello di bonificare bene l’aria appena si accusano disturbi alle vie respiratorie. Nel caso le fotocopiatrici fossero molto grandi e lavorassero parecchio è il caso di collocarle in spazi separati e farne regolare manutenzione. Ricordare, inoltre, di manipolare il toner con cautela e di lavarsi bene le mani con acqua fredda, perchè quella calda rende le mani appiccicose e il pulviscolo entra nei pori».
Attenzione, ma senza esagerare, è quella che invita a porre anche il primario di urologia Alberto Marconi: « L’elemento nocivo dei toner è il "nerofumo", sostanza già conosciuta ai portuali di Genova che sollevarono il caso denunciando diversi casi di tumore alla vescica. Gli epidemiologi dell’istituto di Genova dimostrarono la correlazione tra questa sostanza, che veniva trasportata in sacchi di carta spesso rotti, e i casi tumorali. Il problema è che questi tumori hanno un’evoluzione molto lenta, anche oltre dieci anni. Dimostrare il nesso di causalità diventa, quindi, molto difficile. Il nerofumo è un materiale composto di carbone polverizzato prodotto da una pirolisi controllata di idrocarburi. Stampanti laser e fotocopiatrici sono apparecchiature in grado di produrre polveri ultrasottili nocive, gas volatili organici (benzene, formaldeide, ozono etc.) e materiali di abrasione come selenio, cadmio, nichel e polveri di toner. Data la enorme diffusione di tali apparecchiature, l’aria respirata diventa più inquinata rispetto all’aria esterna. Una ricerca scientifica australiana, pubblicata sulla rivista dell’American Chemical Society, ha detto che lavorare accanto a una stampante o a una fotocopiatrice in funzione, equivale a inalare fumi di sigaretta o a respirare gas di scarico di ingorgo stradale. nel caso di Genova, però, il tumore derivò non da inalazione ma da assorbimento cutaneo».
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