La cura dei bambini passa anche dal sorriso
Tanti gli iscritti al convegno che si svolgerà venerdì 20 gennaio all'Ata Hotel e che affronterà la complessa realtà della pediatria
«Carolina ha sei anni e una malattia cronica per la quale si deve recare spesso in ospedale. In sala giochi ci sono tutti gli “attrezzi” per giocare “al dottore”, strumenti veri che usano i medici. Carolina, finite le sue terapie, ogni volta corre con entusiasmo in sala giochi per indossare il piccolo camice bianco, poi prepara con attenzione il cartellino di “dottoressa” e inizia a calarsi nel ruolo da vera protagonista. Un gioco simbolico per elaborare quello che sta provando».
Di storie come quella di Carolina ce ne sono tante in ogni pediatria. Storie di bambini che riescono a trascorrere normalmente anche quella parte di vita rinchiusa tra le pareti di un reparto, grazie ad un ambiente accogliente che li fa sentire a loro agio, alla compagnia di piccoli animali domestici, a giochi di ruolo come quello del dottore, all’allegria dei clown, a laboratori di carta e cartoncino, di cucina, di arte, di musica, di teatro. Storie di bambini che affrontano e superano con serenità l’esperienza della malattia attraverso ”l’altra metà della cura”.
Cosa sia “L’altra metà della cura” e la sua importanza in ambito pediatrico è il tema del convegno che si svolgerà domani, venerdì 20 gennaio, all’Atahotel di Varese. Un appuntamento che si preannuncia molto partecipato.
La prima uscita a livello nazionale del Ponte del Sorriso ha registrato una tale adesione, al di là di ogni più rosea aspettativa, da costringere gli organizzatori a chiudere le iscrizioni. Circa 400 persone in pochi giorni, sono state richiamate dall’alto livello dei relatori e dai particolari argomenti che verranno trattati.
“L’altra metà della cura” ha interessato medici, psicologi, educatori, infermieri, studenti universitari e volontari. Un segno tangibile di come un argomento così particolare desti molta attenzione e di come la filosofia del Ponte del Sorriso si dimostri una forza capace di creare movimento culturale.
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