Rivolta contro l’emendamento che “imbavaglia” internet

L'emendamento presentato dall'onorevole Fava, su modello delle “SOPA e PIPA” americane, obbliga i fornitori di servizi web a rimuovere contenuti ritenuti illegali da «qualunque soggetto interessato»

Monta la rivolta in rete in attesa della discussione dell’emendamento presentato dall’onorevole Fava (Lega Nord) alla Camera. La proposta di legge, su modello delle “SOPA e PIPA” americane, obbliga i fornitori di servizi web a rimuovere contenuti ritenuti illegali da «qualunque soggetto interessato» vi intraveda una natura illegittima, in quanto violazione delle norme legate al copyright. In rete c’è chi ipotizza già le possibili conseguenze: a YouTube ad esempio. Se dovesse ricevere una segnalazione da parte di una casa discografica, riguardante un video pubblicato illegalmente da un utente, l’azienda si troverebbe costretta a dover eliminare non solo il pezzo incriminato, ma anche tutto il repertorio, precedentemente condiviso, dell’artista.
In contraddizione alle norme tutt’ora vigenti significherebbe, infatti, munire la rete di sistemi di controllo preventivi: il temutissimo “bavaglio” contro il quale si sta scatenando una vera e propria “#guerradigitale”, come è stata ribattezzata negli hashtag di Twitter.

“È censura” insorgono i bloggers da tutta la rete da quando, giovedi scorso, è stato presentato l’emendamento. Spuntano qua e la discussioni e proteste e alcune ipotizzano anche mobilitazioni. Negli Stati Uniti la mobilitazione contro le due proposte di legge ha visto scendere in campo anche i colossi del web da Facebook a Google a Twitter fino all’enciclopedia Wikipedia. Sopa e Pipa fanno parte di una vera è propria guerra scatenata contro le violazioni del copyright, un capitolo è stato anche la chiusura di Megavideo.com e Megaupload.com, ma l’accusa è che attraverso la tutela dei diritti d’autore si voglia in realtà creare un grimaldello per silenziare anche la libertà di espressione su internet.

Sul tema alla Camera dei Deputati è prevista una conferenza stampa denominata «Contro il Bavaglio al Web’», e organizzata dalle associazioni Libertiamo, Il Futurista, Articolo 21 e Agorà Digitale.
Fabio Chiusi, giornalista che si occupa spesso e molto accuratamente di web, sul suo blog ha pubblicato tutte le risposte ricevute dai parlamentari su Twitter in merito all’emendamento Fava. Le risposte ricevute aiutano a comporre il quadro dell’opposizione in Aula al provvedimento.

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Pubblicato il 24 Gennaio 2012
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