Una tradizione dimenticata: torna la Giöbia varesina
I Lions propongono per la festa della "propria donna" una settimana di dolci a tema nelle pasticcerie di Varese
Giovedì 27 gennaio l’associazione dei Lions propongono anche a Varese la festa della Giöbia, la festa in onore della propria donna che cade l’ultimo giovedì di gennaio. Riprendendo la tradizione della Famiglia Bosina, i Lions hanno lanciato un invito ai pasticceri chiedendo di realizzare un dolce per la festeggiata.
In alcuni luoghi dove sopravvive la tradizione, la Giöbia è ancora simbolo dell’inverno e dei suoi problemi, che devono essere bruciati con un grandissimo fuoco – il falò – per far scomparire i mali e perché possa nascere, sbocciare gioiosamente la nuova stagione con doni abbondanti.
A Varese non è mai stata una festa pubblica, ed ha avuto origine dalla "Puscena", dal latino post cenam = dopo cena( a chiara e ulteriore dimostrazione che il nostro dialetto ha origini latine, e non è una derivazione con storpiatura dell’italiano ). Le " puscene" erano due:
quella degli uomini, il penultimo giovedì di gennaio
quella delle donne, l’ultimo giovedì di gennaio.
La Puscena di óman si svolgeva in una cascina, casolare o abitazione, nella quale si riunivano uomini di case o cascine vicine, si preparavano loro stesso la cena e facevano un po’ di baldoria con abbondanti bevute ( ‘na cióca). La Puscena di oman si è a poco a poco estinta, col passar del tempo.
Col passar degli anni il menü si è modificato e arricchito con pastasciutta col pomodoro, … poi ancora qualche biscotto col vermouth … e qualche cannoncino o dolciume di pasticceria. Sul finire qualche scherzo da parte degli uomini.
sa ga credii mia … vardee ‘sta gamba
l’è ‘l San Pedar ca la cumanda.
Ora sopravvive col nome di GIÖBIA – riesumata dalla Famiglia Bosina nell’ultimo giovedì di gennaio – con il significato di Festa della Donna , di omaggio dell’uomo alla donna per tutto quello che fa nella famiglia: non c’è più il pollaio, i conigli, la stalla, la mucca da mungere, il vitellino da allevare, l’orto da coltivare, il baco da seta …, ma la donna di casa deve pulire, rassettare, lavare, stirare, cucinare, badare al marito, ai figli, l’asilo, la scuola, la spesa … ed in molti casi – oltre alle faccende di casa – a lavorare per 7 o 8 ore.
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