Borsano ricorderà don Emerico Ceci
Venerdì verrà intitolata una piazzetta del quartiere che ospitò i Giuliani e Dalmati esuli dalle terre istriane dopo la cacciata da parte di Tito. Il parroco fu una figura molto apprezzata da tutta la comunità bustocca
Continuano le iniziative organizzate dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con il Comitato Provinciale dell’A.N.V.G.D. (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) e la Parrocchia SS. Apostoli Pietro e Paolo di Borsano, in occasione del Giorno del Ricordo della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati. Le celebrazioni si svolgono a Borsano, quartiere che a suo tempo accolse un folto gruppo di sfollati giuliani e dalmati e nel quale è ancora viva la memoria della tragedia subita.
Giovedì 9 febbraio alle ore 21.00 al Cinema Teatro Aurora è in programma una serata musicale a cura del coro degli alpini Monterosa. Venerdì 10 febbraio, dopo la santa messa delle 10.00, un corteo raggiungerà la statua di S. Biagio, dove sono previste la commemorazione delle vittime, la deposizione di una corona e l’intitolazione della piazzetta a don Emerico Ceci (Mirko Cecich, foto a sin.), il sacerdote di origini istriane, scomparso nel 1980, che giunto a Busto dopo la Liberazione, si prodigò per i tanti profughi che trovarono una nuova casa nel villaggio di Borsano. "Riferimento sicuro per la comunità che tra queste vie ritrovò casa e patria, attorno a questa statua unità e preghiera. Appassionato insegnante ed educatore stimato di generazioni di bustocchi e bustesi. Sacerdote, teologo, storico, archeologo" si leggerà sulla targa che verrà posizionata davanti alla statua di san Biagio.
In molti a Busto ricordano don Ceci anche come insegnante di religione e di italiano alle medie Bossi e nei licei cittadini e come collaboratore di mons. Giovanni Galimberti nella parrocchia di San Giovanni. Tra le sue pubblicazioni un corso di religione, studi sulla storia antica, l’archeologia e i monumenti dell’ Istria e la Dalmazia. Da segnalare anche la sua partecipazione al viaggio inaugurale della Raffaello (da Genova a New York) nel 1965, insieme ad altri religiosi.
L’intitolazione rientra nell’ambito dell’iniziativa “pietre vive” con cui l’Amministrazione intende ricordare personaggi illustri del suo passato che con il loro insegnamento e i loro valori rendono vive le pietre di edifici, spazi, sale.
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