Inquinamento alle stelle: lombardi preoccupati

Nel febbraio di quest'anno, Milano ha toccato i valori più alti di PM10. Ma è tutta la Pianura Padana a essere intossicata

Inquinamento in EuropaLa Pianura Padana è afflitta dal problema inquinamento. L’aria che respiriamo è resa insalubre degli inquinanti atmosferici, ossido di azoto, biossido di carbonio e non solo. Si sa che questa è una delle zone più trafficate d’Italia e ogni giorno i mezzi di trasporto e gli aerei che solcano i cieli rilasciano sostanze inquinanti. A essi si aggiungono gli impianti di riscaldamento delle abitazioni. Questi agenti, che restano sospesi nell’atmosfera, oltre a creare il famoso effetto serra, si riversano nei terreni con le precipitazioni e di conseguenza finiscono nel ciclo alimentare e nei prodotti delle nostre tavole. Le particelle creano inoltre strati gassosi nell’atmosfera e quando scendono di quota formano le nebbie chimiche.  L’inquinamento non riguarda quindi solo l’uomo, ma anche il resto della flora e della fauna; le polveri sottili, famoso il PM10, riescono, oltre a superare le barriere di difesa delle vie respiratorie umane, a superare anche quelle delle piante e a danneggiarle. Più pericolose però, sono le particelle ancora più fini, come il PM2,5 e PM1. Il 50% del particolato si forma da reazioni in atmosfera e non è causato direttamente da auto, caldaie o combustione di legna.

Nel febbraio 2012 sono stati rilevati a Milano i valori più alti di PM10 degli ultimi sei anni, con valori oltre i 200 microgrammi per m3, quando la soglia è di 50.

Negli ultimi 10 anni il livello di particelle è comunque sceso, grazie alle nuove marmitte catalitiche e ad un impegno che però non è ancora sufficiente. Il record si registrò infatti nel 2002, quando si toccarono i 300 microgrammi per m3. Milano si è pure dimostrata virtuosa nella lotta all’inquinamento, con il miglioramento più significativo tra le aree metropolitane italiane, che ha fatto registrare, dal 2002 al 2009, una riduzione delle emissioni di CO2 per cittadino del 14%.

3500 i decessi in Italia ogni anno a causa delle polveri sottili, a cui si sommano migliaia di ricoveri e di casi d’asma. Già nel 2010, in Lombardia, erano 30 i ricoveri ogni giorno per problematiche respiratorie.
L’esposizione al particolato aumenta, inoltre, il rischio di infarti. I danni permanenti, a tutte le età, non sono da sottovalutare. Nelle aree più inquinate l’aspettativa di vita si può accorciare anche di alcuni anni. Colpiti anche i bambini, i meno difesi, e più sono piccoli più sono a rischio.

Tanti ancora gli appelli: si fa troppo poco per limitare l’inquinamento legato al traffico veicolare e alle caldaie. Bisognerebbe incentivare l’uso dei mezzi pubblici, diversificare gli orari delle scuole. E i genitori non dovrebbero stare col motore acceso davanti a scuola, in attesa dei figli. Per non parlare di chi fa jogging lungo strade trafficatissime. Bisognerebbe promuovere l’uso della bicicletta, insieme ad accorgimenti ecologici e a uno stile di vita sempre più sostenibile.

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Pubblicato il 22 Febbraio 2012
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