Kurtic si traveste da Corti
Lo sloveno recupera palloni a bizzeffe ed è decisivo a centrocampo. E Zecchin si unisce al trio sudamericano
BRESSAN 6,5 – Per un’ora è impegnato solo in esercizi contro il gelo. Funzionano, perché quando il Gubbio prova a tirare in porta lui si dimostra freddo, che non vuol dire congelato.
CACCIATORE 6 – Un po’ nervoso, forse perché le poche azioni ospiti nascono dalla sua parte. Però nel complesso porta a casa la sufficienza senza grandi patemi d’animo.
TROEST 6,5 – Il danese va a nozze nel clima artico e non sbaglia un intervento da una vita. Il Gubbio non lo preoccupa praticamente mai, anche perché lui non concede nulla.
TERLIZZI 6,5 – Partita in totale controllo anche del veterano ex Catania: gli attaccanti di Simoni non pungono e allora il numero 88 gioca di conserva.
GRILLO 7 – Il terzino sinistro è tra quelli che più ci sono piaciuti nonostante qualche sbavatura qua e là. Perché nei momenti importanti c’è sempre (su tutti la “diagonale” su Mastronunzio) e per novanta minuti corre e salta senza fermarsi. Come un grillo.
ZECCHIN 7 – Come abbiamo scritto nella cronaca, si fonde alla perfezione con i “tres amigos” sudamericani tanto da sembrare uno di loro. Vivace e propositivo, indica ai nuovi come deve giocare un uomo “da Varese”.
CORTI 6 – Kurtic gli ruba gran parte della scena, così Daniele si mette a disposizione e va a tappare le poche falle lasciate dal compagno di reparto. Può permettersi un pomeriggio relativamente tranquillo e per una volta non è costretto con la lingua a penzoloni.
KURTIC 7 – Nel primo tempo, quando tutto ruota alla perfezione, sembra alla ricerca della miglior collocazione in campo. Dopo l’intervallo però diventa uomo-ovunque del centrocampo, interviene in mille contrasti e recupera altrettanti palloni. Piedi buoni travestiti da operaio.
RIVAS 7 – Il movimento con cui taglia la difesa del Gubbio in occasione del gol è un colpo di bisturi netto e devastante per la squadra di Simoni. Sa sempre cosa fare, è fin troppo altruista a inizio ripresa quando vuole rendere ai compagni la palla-gol ricevuta e sfruttata in avvio.
(Nadarevic 6,5 – Subentra nella ripresa e lo fa con il piglio giusto, quello che fa godere un allenatore. Incisivo, attento, utile: in una parola, maturo).
NETO PEREIRA 7 – Finché la condizione regge regala giocate abbaglianti. Quella che porta al gol è ancora più speciale ma non resta una perla isolata. In una giornata glaciale fa impennare il termometro del bel calcio.
(De Luca 5,5 – Entra e fa quello che deve, però con un paio di passaggi sbagliati che non permettono al Varese di raddoppiare. Peccato, perché si è mosso bene).
GRANOCHE 6,5 – Rispetto a Bergamo gli manca il gol, ma la “prestazione” tanto cara a Maran è ancora di ottimo livello. Tra lui e la terza marcatura in due gare (acrobazia di testa) c’è solo un tuffo risolutivo del portiere avversario.
(Damonte 6 – Entra in copertura e aiuta a mettere il risultato in cassaforte).
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