La panchina lunga resta un miraggio
Le scelte estive si stanno rivelando un boomerang: Varese è tradita dalle riserve. Pagelle: Stipcevic e Diawara i migliori
LA CHIAVE – Nell’equilibrio quasi totale della gara, la differenza – in negativo per Varese – la fa la panchina. E a poco serve la difesa d’ufficio di Recalcati quando sottolinea che da lì arriva Stipcevic: i titolari sono quello che finiscono le partite, non quelli che le iniziano e in questo senso il coach varesino deve chiedere aiuto sempre ai soliti noti. Il trio italiano Reati-Ganeto-Garri stasera è indifendibile, tra palle perse e scelte sbagliate. E sì che doveva essere l’arma in più per superare il lungo inverno…
LA STATISTICA – Il computer della LegaBasket salta per aria e non permette di dare la consueta lettura delle statistiche della partita. Tra i pochi dati recuperati ci sono però i punti di ogni singolo giocatore e qui emerge la pochezza offensiva del “pivot a tre teste” a disposizione di Recalcati. Dieci punti in tre, due a testa di Garri e Talts, sei di Fajardo raccattati qua e là. In una partita dove i pivot sono comparse (Roma fa 14 con Varnado-Crosariol-Slokar) qualche spunto da protagonista sarebbe servito assai.
L’AZIONE – Una partita di 40′ può decidersi in pochi secondi e non necessariamente allo scadere. La gara tra Cimberio e Acea gira la propria inerzia a circa 35” dalla sirena: Varese è davanti, ha ritrovato morale e ha pure catturato un rimbalzo d’attacco con Stipcevic. Manca solo un canestro per lo scacco matto e invece il tiro di Diawara viene sputato dal ferro. Roma non ci pensa due volte e in pochi attimi costruisce la tripla del sorpasso con Datome. I biancorossi non recupereranno più.
MVP – Se Gigi Datome mette a segno alcuni punti decisivi, CLAY TUCKER è l’uomo che più di tutti dà la vittoria a Roma. L’ex Real realizza 20 punti senza gonfiare il tabellino con canestri facili e con pochi liberi. E in una partita dove il bel basket si è visto poco, alcuni suoi centri sono un piacere per gli occhi.
PAGELLIAMO – Stipcevic 7 (Voto abbassato per l’errore finale, che può capitare. Per il resto, giù il cappello); Rannikko 5 (Prende poche iniziative, appare spaesato); Talts 4,5 (Più falli che palloni toccati); Diawara 7 (Qualche forzatura, ma anche tanta sostanza); Reati 4 (-4 di valutazione in 2′: difficile fare peggio); Garri 4,5 (Una cosa buona, tre errori: così non va); Kangur 6 (Non al meglio, regge l’urto in difesa); Ganeto 4 (Crisi continua, non infieriamo nel giudizio); Fajardo 5 (Fa più degli altri lunghi, ma non vuol dire che fa bene); Weeden 6,5 (Fumo, ma anche arrosto. E in difesa morde).
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