Normalità nevosa. All’Enaip di Busto vince il senso civico

I ragazzi dell'istituto di viale Stelvio sono andati regolarmente a scuola pur arrivando alcuni da lontano: pala in mano, hanno ripulito gli ingressi e permesso lo svolgimento regolare delle lezioni

Nevica. E nonostante o, sarebbe meglio dire, proprio grazie alla neve le persone, i cittadini, gli studenti si attivano. Il senso civico e il “darsi da fare” che la scuola si propone di insegnare ai giovani, diventano più reali in una mattinata nevosa.
All’alba in molti (genitori e figli) hanno preferito o pensato fosse meglio rimanere a casa sotto il piumone. “A scuola saranno in pochi. Non faremo nulla. Posso restare a casa? …Così magari studio anche.” “Ma sì, non riesco quasi a portarti a scuola con queste strade. Stai pure a letto”
E invece no. “Mamma, voglio andare a scuola; perché devo restare a casa?”. All’Enaip di Viale Stelvio la campanella è suonata e le lezioni sono iniziate. Sorprendentemente gli alunni non erano pochi e in diversi son venuti da “lontano”: Davide da Varano Borghi, Alessia da Lonate Pozzolo, Andrea da Turbigo, solo per citarne alcuni e poi altri dalla Valle Olona e ovviamente molti bustocchi. E’ sembrato “normale” presentarsi in una mattina un poco diversa e un tantino più complicata. Forse la scuola dipinta come un supplizio da molti, viene vissuta come un luogo in cui vale la pena andare.
Soltanto la lezione di oggi è stata un po’ diversa. Si sono usate le braccia oltre che il cervello. Qualcuno ha spalato il viale d’accesso , qualcun altro ha sparso il sale nei punti di passaggio e altri hanno “spolverato” via un po’ di manto nevoso dall’edificio scolastico e poi sgomberata la neve all’interno ci si è guardati intorno. La piazza della chiesa di Beata Giuliana, il sagrato e le vie d’accesso erano impraticabili e così… si è deciso di rendere un servizio al quartiere ripulendo il parcheggio e parte dei marciapiedi nei dintorni della scuola. 
Certo, si sarebbe fatta molta meno fatica a starsene accoccolati tra banco e sedia vicino al calorifero, ma serviva imbracciare la pala e così un gruppo di studenti del Corso Operatore agricolo si è “attivato”. Coordinato da alcuni docenti ha reso un servizio del quale sono stati in molti a beneficiare. E il tempo per scherzare e sentirsi “utili” non è certo mancato. Con chi è rimasto nelle aule si è discusso, spiegato, scritto, letto. Certo, a regime ridotto, con qualche accorpamento (anche sui professori nevica…) e molte battute bonarie per chi è rimasto a letto. Ma assolutamente tutto nella più tranquilla normalità. E con un paesaggio mozzafiato alla finestra…
Forse servono anche mattinate come queste per crescere e imparare a darsi da fare. Così non ci si farà spaventare da qualche fiocco quando sarà tempo di lavoro.

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Pubblicato il 02 Febbraio 2012
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