Filosofarti, un weekend di iniziative

Gli appuntamenti di venerdì, sabato e domenica del festival della filosofia che coinvolge molte associazioni cittadine

Prosegue il festival di filosofia a Gallarate su “Il corpo, i sensi”. Domenica giornata tra musica e mostre, lunedì spettacoli per le scuole, esperienza di movimento al Centro olistico Opale, gourmet filosofico e la lezione magistrale del grande filosofo torinese alle 21 alle Arti.

Dopo il grande successo di pubblico, oltre 350 persone, alla lezione magistrale di giovedì 1° marzo con cui il filosofo Carlo Sini ha aperto la sesta edizione del festival di filosofia Filosofarti sul tema “Il corpo, i sensi”, a Gallarate prosegue fino all’11 marzo la manifestazione organizzata dal Centro Culturale Teatro delle Arti, con direttore artistico Cristina Boracchi, promossa in sinergia con l’Amministrazione comunale e la Fondazione Comunitaria del Varesotto, con patrocini illustri, fra i quali spiccano la Regione Lombardia, l’Assessorato alla Cultura del Comune, la Provincia di Varese, il Miur nella sua espressione provinciale U.S.T., come da tre anni a questa parte l’Ex Irre Lombardia – Gestione Commissariale, e, da quest’anno, oltre all’Università dell’Insubria nell’ambito del progetto ‘Giovani pensatori’, anche l’Università degli Studi San Raffaele di Milano. E grande è l’attesa per la lezione magistrale di Maurizio Ferraris su “Nuovo realismo” di lunedì 5 marzo.

Dopo le iniziative di oggi, venerdì 2 marzo dedicate sia alle scuole, sia al pubblico, con la relazione al Melo di Alessandra Benetatos del Centro Olistico Opale e l’inaugurazione alla Sala Planet della mostra “Corpus hominis – Il dna di dio. Temperature di fusione dell’anima della materia”, a cura della Galleria di Arti visive del Melo, che resterà apertaa fino al 30 marzo dalle 16 alle 19, proponendo opere di ventiquattro artisti, domani, sabato 3 marzo alle 18.30 sarà inaugurata al Maga la XXIV edizione del Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate, intitolato “Long play” e dedicato a sei giovani artisti “under 35” e alla loro ricerca artistica. Domenica al Maga, legati al Premio, due appuntamenti: laboratorio per bambini alle 15 e visita guidata alla mostra alle 16, fino a esaurimento dei posti disponibili (info: 0331.706014).

Domenica 4 alle 16, la Chiesa di San Pietro ospita la lezione concerto su “Virtuosi di suono e di canto. Violino barocco e arie mozartiane nell’Italia del XVIII secolo” a cura di Carlo Bellora, Maria Teresa Balsemin, Roberto Passerini e Anna Camporini.
L’Italia del Settecento era stata invasa dalla nuova moda del melodramma e dalla travolgente passione per l’esibizione dei cantanti. Agli strumentisti, virtuosi di suono, perciò, non rimaneva che emigrare dall’Italia per cercare migliori fortune all’estero. Questa sarà la sorte di tanti grandi come il clavicembalista Domenico Scarlatti, ma anche di personaggi meno conosciuti come i toscani Francesco Geminiani, che da Lucca si trasferirà a Londra, del violinista livornese Pietro Nardini che andrà alla corte di Stoccarda, dei lucchesi Filippo Manfredi e Luigi Boccherini che, dopo aver costituito la prima esperienza quartettistica di cui si abbia notizia, andranno a cercar fortuna alla corte del Principe delle Asturie. Viceversa, l’Italia era stata meta di grandi personalità musicali straniere che volevano conoscere meglio il grande repertorio operistico. Tra questi Georg Friedrich Haendel, Johann Adolph Hasse fino all’arrivo del giovane Mozart che girerà in lungo e in largo la nostra penisola per apprendere lo stile italiano: quello che contraddistinguerà i suoi capolavori operistici, portati al grande successo dai tanti virtuosi di canto, personaggi ben più remunerati degli stessi compositori.
Carlo Bellora, diplomato in violino presso il Conservatorio “G.Verdi” di Milano, si è laureato in lettere moderne ad indirizzo musicologico con Francesco Degrada, studiando composizione con Luca Macchi. In questi anni ha alternato l’attività concertistica a quella musicologica, esibendosi in vari concerti sia in duo con il pianoforte, sia con il clavicembalo. Ha collaborato con importanti istituzioni quali l’Accademia Chigiana di Siena, la Società Italiana di Musicologia, con famose enciclopedie internazionali come The New Grove Dictionary of Music and Musician e Die Musik Geshickte und Gegenwart e testate specialistiche come Amadeus e Brescia Musica. Ha scritto per Decca, per Dynamic e per Famiglia Cristiana alcune note di copertina per importanti CD di musica cameristica e sinfonica. Dal 2002 al 2006 è stato il curatore dell’Ufficio Letteratura Musicale dell’Orchestra Verdi di Milano e dal 2007 al 2009 dell’archivio di Casa Musicale Sonzogno di Milano. Da più di dieci anni collabora come critico musicale per la rivista Musica, recensendo CD e libri di musica cameristica e sinfonica. Ha pubblicato per l’editore Zecchini il libro Filippo Manfredi, la biografia e l’opera strumentale, volume realizzato con il contributo del CNR nazionale e segnalato al R.I.L.M. Il libro è stato presentato nella primavera 2009 al Salone del Libro di Torino con un’intervista curata dalla Radio della Svizzera Italiana, rete due; il volume ha ottenuto ottime recensioni dal musicologo Quirino Principe (Sole24 ore) e dal professor Cesare Fertonani (Amadeus). Da anni tiene conferenze e lezioni-concerto sul rapporto musica-letteratura e musica-arti figurative (Università dell’Insubria di Varese, FAI, MAGA di Gallarate, Fondazione Gallarate Città e per diverse scuole superiori della provincia di Varese). Insegna Storia della Musica presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “G.Puccini”, pareggiato a Conservatorio, di Gallarate.
Maria Teresa Balsemin nasce a Gallarate; fin da piccola coltiva la passione per la musica ed il canto cantando i diversi cori amatoriali. Nel periodo dal 1993 al 1997 frequenta la classe di canto lirico presso la Scuola Civica di Musica di Milano sotto la guida delle maestre Rossi, Tabiadon e Manga; consegue il diploma in teoria e solfeggio presso il Conservatorio G.Cantelli di Novara nel 1997. Abbandona, suo malgrado, lo studio del canto per compiere gli studi universitari laureandosi a pieni voti in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi dell’Insubria nel 1999; dove tuttora lavora come manager didattico presso la Facoltà di Scienze. Collabora con il coro della Parrocchia Santuario di Madonna in Campagna come preparatore vocale, corista e solista. Nel dicembre 2011 esegue in qualità di solista il Magnificat di John Rutter. Nel 2011 riprende lo studio del canto lirico presso il Civico Liceo Musicale di Varese sotto la guida della professoressa Maria Grazia Liguori.
Roberto Passerini inizia lo studio del pianoforte nel 1975 presso l’Istituto Musicale G. Puccini di Gallarate e consegue il diploma nel 1989. Grazie ad un intenso lavoro guidato dal pianista messicano Paolo Mello Grand, partecipa ad un seminario monografico sul Clavicembalo Ben Temperato di J.S. Bach, come esecutore, tenuto dal M° Jorge Demus. All’attività pianistica affianca, dal 1985, l’incarico di Organista presso la Parrocchia di Madonna in Campagna di Gallarate. Nell’anno 2000 viene ammesso alla classe di Organo e Composizione Organistica del M° Giancarlo Bardelli presso il Conservatorio Guido Cantelli di Novara per diplomarsi nel 2005. Ha seguito corsi di perfezionamento in Organo con il M° Matthias Dreiβig titolare e Kantor presso la Predigerkirche di Erfurt (Germania) e suona regolarmente nei concerti estivi che si tengono presso la Georghenkirche di Eisenach, chiesa dove Bach fu battezzato.
Anna Camporini, nata nel 1988 a Como, intraprende lo studio del violoncello sotto la guida di Marco Testori. Attualmente frequenta il Triennio di primo livello di violoncello presso il conservatorio “G.Verdi” di Milano. Collabora stabilmente con formazioni sinfoniche o cameristiche quali l’Orchestra Sinfonica del Lario diretta da P.Gelmini, l’orchestra della provincia di Lecco, l’orchestra da camera dell’Accademia Europea di Musica di Erba, l’Orchestra Filarmonica giovanile internazionale “Alpe Adria” di Gorizia, l’orchestra “Il Clavicembalo Verde” di Milano, l’ensemble I Solisti Ambrosiani. Partecipa agli stages di formazione orchestrale tenuti da U.Benedetti Michelangeli con l’Orchestra Sinfonica Giovanile del Verbano Cusio Ossola presso il teatro “La Fabbrica” di Villadossola, al seminario di approfondimento teorico e pratico dello strumentismo musicale lombardo e piemontese della metà del Settecento con l’orchestra "A. Brioschi" diretta da V. Moretto, alla Masterclass nazionale di violoncello tenuta da Stefano Cerrato presso l’associazione “Appuntamenti musicali” di Brunate ed alla Masterclass di violoncello e musica da camera tenuta da Francesco Pepicelli presso l’Istituto Civico Musicale “Alto Lario” di Dongo. E’ membro dell’ensemble vocale-strumentale Convivia Musica di Arcellasco d’Erba e della formazione  cameristica “Gaudentes Musici” di Gallarate.

Sempre domenica 4 alle 17,30 al Museo degli Studi Patri si inaugura la mostra della fotografa Yoshie Nishikawa “Petali d’Oriente”, a cura del Sestante fotoclub. La mostra presenta 21 nudi femminili scattati da Yoshie Nishikawa, una fotografa che si muove tra le origini giapponesi e l’adozione italiana e che appartiene a quella sfera di donne fotografe che sono emerse in Giappone dalla metà degli anni Novanta. Nelle sue immagini, dove ritroviamo tutto il sapore del sistema simbolico giapponese, le forme femminili appaiono come un ritorno all’ordine estetico. Immagini che mostrano quello che c’è oltre il corpo nudo: uno sguardo, un gesto, una sensazione. Da segnalare che quattro foto di Yoshie Nishikawa sono attualmente in mostra anche alla Triennale di Milano nell’esposizione collettiva “Made in Japan. L’estetica del fare”.
L’artista sarà poi protagonista di una lezione magistrale venerdì 9 marzo alle 21.15, a cura del Sestante, al Museo Studi Patri,

Grande attesa lunedì 5 marzo alle 21 al teatro delle Arti per la lezione magistrale di Maurizio Ferraris sul “Nuovo realismo”. Nato a Torino nel 1956, Ferraris dal 1982 al 1984 è stato professore a contratto di Estetica e Poetica alla Facoltà di Lettere dell’Università di Macerata. Nel 1984 ha ottenuto il DEA in Filosofia all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. Dal 1984 al 1988 è stato professore a contratto di Estetica alla Facoltà di Lettere dell’Università di Trieste. Nell’anno accademico 1988-1989 responsable de séminaire al Collège international de Philosophie di Parigi; dal 1988 al 1995 professore associato di Estetica, Università di Trieste, Facoltà di Lettere; nel 1990-1991, Mytag Professor of Comparative Literature, al Colorado College (Colorado Springs). Negli anni 1994-1996 è stato borsista della Alexander von Humboldt-Stiftung, dell’Università di Heidelberg (programma di ricerca: Kant e l’immaginazione trascendentale) e dal 1995 è professore straordinario di estetica alla Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Torino. Tra le sue opere spiccano le seguenti: Differenze. La filosofia francese dopo lo strutturalismo, Milano 1981;Tracce. Nichilismo, moderno, postmoderno, Milano, 1983; La svolta testuale, Pavia, 1984; Ermeneutica di Proust, Milano 1987; Storia dell’ermeneutica, Milano, 1988;Nietzsche e la filosofia del Novecento, Milano, 1989; Postille a Derrida, Torino, 1990; La filosofia e lo spirito vivente, Roma-Bari, 1991; Mimica. Lutto e autobiografia da Agostino a Heidegger, Milano, 1992; Analogon rationis, Milano, 1994; L’immaginazione, Bologna, 1996; Estetica razionale, Milano, 1997. Ferraris è consulente generale (con G.Vattimo e D.Marconi) dell’Enciclopedia Garzanti di Filosofia, nuova edizione, Milano, 1995. Gli interessi di Maurizio Ferraris vanno dalla teoria e storia dell’ermeneutica, all’estetica del Settecento, a una teoria generale dell’estetica come ontologia fenomenologica e psicologia della percezione.

La giornata di lunedì 5 si annuncia comunque molto ricca di iniziative, fin dallo spettacolo teatrale con dibattito per le scuole della mattina alle Arti con Quelli di Grock in “Quasi perfetta”, all’interno del progetto Miur sull’alimentazione e disturbi connessi. Si tratta di uno spettacolo sull’anoressia, di Valeria Cavalli e Claudio Intropido, con Giulia Bacchetta, che, attrice sola in scena, ci narra la storia di Alice, ragazzina guarita dall’anoressia, ma che ha l’urgenza di raccontarsi e far conoscere il suo problema. Una storia in cui il disagio si amplifica fino a diventare grave patologia e che troverà una risposta alla disperata richiesta di aiuto alla fine dello spettacolo: di anoressia si può e si deve guarire, attraverso l’aiuto di chi ci ama, ci è vicino e che con cura ci saprà indicare un percorso per ricominciare a camminare da soli.

Da segnalare la cena gourmet filosofico “Impatti cromatici” su prenotazione (telefono 0331.777014 – 345.6310424) a 35 euro quale contributo di partecipazione alle 19.30 di lunedì 5 al ristorante Pepenero e l’incontro esperienziale su “Corpo e movimento” alle 17.30 al Centro Olistico Opale (prenotazioni 333.1210909, al centro si accede senza scarpe ed è consigliato un abbigliamento comodo), che, oltre a questa iniziativa e all’intervento di Alessandra Benetatos al Melo del 2 marzo, ospiterà giovedì 8 alle 17,45 la lezione magistrale di Giuliano Boccali su “Corpo e sensi nella cultura indiana: fra distacco e passione”.

Tutte le informazioni sono anche al sito www.filosofarti.it

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Pubblicato il 02 Marzo 2012
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