Como, i candidati al Ballottaggio: Mario Lucini
Intervista, a poche ore dal ballottaggio, al candidato di Partito Democratico, Sel (con la storica lista civica di Como Paco) Idv, e le liste civiche “Amo la mia città” e “Como civica”
E’ il grande favorito, con il 34% contro il 13% della sua avversaria Laura Bordoli. Mario Lucini è "sereno" e non cerca apparentamenti, forte della sostanziale debolezza con cui il Pdl si è presentato a queste elezioni amministrative. "Ma per sapere cosa succede bisogna aspettare lunedì" risponde salomonicamente, quando gli si domanda del futuro. Ecco le sue ultime parole prima del voto comasco.
Il risultato del primo turno ha segnato un grande divario tra lei e la candidata che si confronta con lei. Molte liste però hanno elettori “rimasti fuori” dal ballottaggio, e potenzialmente pronti a votare per uno dei due. Cosa pensa succederà?
«In realtà sono sereno, perchè tutti insieme abbiamo fatto un buon lavoro con la città e i cittadini. Siamo riusciti, con l’aiuto e l’impegno di tante persone, a confrontarci con la città. E, tra l’altro, c’è una sensazione di clima positivo»
Ha provato a domandarsi cosa abbia creato tale divario: le divisioni interne o il lavoro della giunta precedente, che era Pdl? Sa che la sua controparte ha appena siglato un “patto con il cittadino” che promette di non avere in giunta nessun rappresentante della giunta precedente?
«Lo so, e questa presa di distanze mi sembra perlomeno curiosa… Certamente una gran parte della motivazione arriva dalla pessima situazione in cui la città era ridotta dall’amministrazione precedente: una responsabilità che non cade solo sul sindaco uscente, ma su tutta la giunta, peraltro formata interamente nel partito costitutivo del consenso della Bordoli. Una sostanziale continuità, che non penso che i cittadini apprezzerebbero»
Se eletto, quali saranno i suoi primi segnali di discontinuità?
«La città è stata per troppi anni abbandonata a sè stessa. La politica stava chiusa nel palazzo divisa da lotte fratricide interne, e ignorava le istanze dei cittadini. La mia amministrazione sarà aperta ai cittadini, al confronto, alla valorizzazione delle forze vive del territorio: dalle associazioni di categoria a quelle del volontariato. Perchè la situazione a Como, forse più che in altre città di italia è difficile ora, e ci sono sono difficoltà da rimontare. Una situazione difficile dove è importante il coinvolgimento di tutti».
Quello dell’affermazione di liste civiche, e la stessa presenza del movimento cinque stelle, pur non essendo un problema per il suo ballottaggio si può comunque considerare un segnale importante da parte della popolazione. Come lo considera?
«La lista di Alessandro Rapinese (il terzo arrivato, quasi 10% di consensi, ndr) come tipo di messaggio e di proposta, si sovrapponeva a quella del movimento 5 Stelle: tant’è che elettoralmente, la loro somma ha preso più o meno quello che il movimento 5 stelle ha preso nel resto d’Italia. E’ una proposta, ovviamente, che non condividiamo nei contenuti: ma è una espressione di disagio e richiamo forte alla politica tradizionale, a non riproporre gli errori anche recentissimi. C’è un’esigenza di buona politica, più che di antipolitica. Ci vuole credibilità e capacità di marcare la differenza, ci vuole un nuovo modo di porsi, attento ai problemi della città prima che alle beghe di partito. Questa è la responsabilità che bisogna assumersi».
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