Festa basca al Giro. Mercoledì primo tappone

A Falzes vittoria del giovane Izaguirre che nel finale stacca i compagni di fuga. Armistizio tra i big in vista dell'arrivo di Cortina: il Passo Giau farà la prima selezione

Batte bandiera basca la 16a tappa del Giro d’Italia, che si è corsa sui 173 chilometri tra Limone sul Garda e Falzes. Il merito è dello scalatore Jon Izaguirre, 23enne figlio d’arte (il padre José è stato un buon ciclocrossista), che nel tratto più duro dell’ascesa verso il paese altoatesino ha staccato i compagni di fuga. Izaguirre è così giunto tutto solo sotto lo striscione d’arrivo, anticipando di 15" gli immediati inseguitori a partire dal coraggioso friulano De Marchi, secondo in classifica e dal belga Clement, terzo. La tappa è stata caratterizzata dalla fuga di una dozzina di uomini che si è avvantaggiata dopo circa 60 chilometri e ha subito guadagnato un largo margine di vantaggio, visto che nessuno degli interessati era pericoloso per la classifica generale.
Nel plotone principale non è invece accaduto nulla di rilevante; si pensava che negli ultimi chilometri potesse accendersi qualche bagarre (la salita era breve ma presentava anche un tratto al 12% di pendenza) e invece i big si sono controllati senza mai punzecchiarsi. Basso si è mantenuto nelle prime posizioni con sempre un paio di compagni di fianco e ha osservato l’Astana che a un certo punto pareva prenderesi la responsabilità di un attacco. Invece nulla, e Joaquim Rodriguez ha mantenuto la maglia rosa senza spendere troppe energie.
Domani però qualcosa accadrà per forza: in programma c’è il primo dei tre tapponi in quattro giorni che decideranno il Giro. I corridori infatti andranno da Falzes a Cortina d’Ampezzo e sul percorso troveranno quattro gran premi della montagna, due di prima e due di seconda categoria. Il Passo Valparola, lungo e regolare, servirà a "scaldare i muscoli" a differneza del Passo Duran che invece sfiancherà le gambe. Si arriverà così già provati sulla Forcella Staulanza, salita buona a sgranare il gruppo dei migliori che poi attaccherà il temutissimo Giau: dieci chilometri ripidi con pendenza media del 9,6% e nessun tratto per respirare. Chi si metterà davanti alla tv (o sulla strada) avrà di che divertirsi, i corridori invece arriveranno distrutti.

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Pubblicato il 22 Maggio 2012
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