Fratus: “La Lega Nord è pronta per governare da sola”

Il candidato del Carroccio nella città simbolo della Lega Nord tenta la corsa in solitaria con l'appoggio di due liste civiche. Gli ultimi scandali nel partito non lo spaventano: "La gente sa che siamo onesti"

Gianbattista Fratus è il candidato della Lega nord e di due liste civiche (Legnano Civitas e Noi di Legnano) viene da Castano Primo ma si sente ormai un legnanese a tutti gli effetti. Quando venne chiamato, dieci anni fa, a far parte della squadra che ha governato la città non avrebbe mai creduto, un giorno, di diventare il candidato sindaco. Fratus ha lavorato per 35 anni come impiegato in un’azienda, è sposato e ha una figlia.

 

Come sta vivendo questo momento storico del partito, coincidente con la sua campagna elettorale?

E’ un momento difficile ma dal quale stiamo uscendo con grande orgoglio. Vedere Bossi intervistato in lacrime nella sua Gemonio è stato molto commovente e ha avuto grande coraggio a dire certe parole, a chiedere pulizia a partire dai suoi familiari. E’ una cosa che oggi nessuno farebbe. Per quanto riguarda me devo dire che da quando sono nel paritito, coè dal ’92, mai ho avuto l’impressione che la Lega fosse un movimento di intrallazzatori.

Dopo due mandati al governo della città con il Pdl che effetto le fa correre contro il partito col quale eravate alleati fino a ieri?

Credo che in questi dieci anni le cose siano andate abbastanza bene. Buona parte degli obiettivi che ci siamo fissati sono stati raggiunti. Certo nell’ultimo periodo siamo stati bloccati dal patto di stabilità che ci ha costretti a fare delle scelte anche difficili. Credo che dopo dieci anni di coalizione ed esperienza amministrativa ci si possa permettere di provare ad andare da soli.

Se dovesse venire eletto quale sarebbe il suo primo atto da sindaco?

Cambiare il rapporto col cittadino. Cercherei di attuare un’apertura dell’amministrazione verso i cittadini e di coinvolgerli sia nelle scelte che nell’applicazione pratica. Bisogna ridare al cittadino il senso di appartenenza alla città. L’amministratore non deve essere più un burocrate. Altra priorità è il lavoro: bisogna creare le sinergie giuste perchè l’industria torni a investire a Legnano. Per ripartire bisogna tornare a credere anche negli strumenti che abbiamo come Eurimpresa, Energy Cluster, l’incubatore.

L’aumento della povertà sta toccando anche una città ricca e solida come Legnano. Cosa intendete fare per aiutare le famiglie?

Le famiglie devono tornare al centro dell’azione. Noi crediamo molto in loro e da una rete di famiglie, riprendendo un po’ il modello dei vecchi cortili dove tutti ci si dava una mano. Le reti di solidarietà possono sopperire anche alla mancanza di alcuni servizi. Certo non basta questo e infatti puntiamo anche sul rafforzamento delle politiche anti-crisi con un fondo anticrisi per il sostegno delle famiglie in difficoltà.

Infiltrazioni mafiose. Legnano ha avuto una locale di ‘ndrangheta ma sembra un argomento poco interessante in campagna elettorale.

E’ un argomento importante che non va ignorato e che va riportato nel discorso sulla sicurezza. Noi abbiamo un tavolo sulla sicurezza che si riunisce due volte all’anno con il Prefetto e le forze dell’ordine. Applichiamo le regole più stringenti della legge Maroni sugli appalti pubblici e dialoghiamo con l’associazione degli imprenditori edili per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro. Sicurezza è anche gestire la situazione dei rom in città. A loro facciamo un discorso chiaro: noi siamo per l’integrazione ma sia chiaro che prima dei diritti hanno dei doveri da rispettare. Combatteremo l’illegalità ma saremo disponibili ad una integrazione vera.

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Pubblicato il 02 Maggio 2012
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