Galli e Fontana difendono Umberto Bossi

Il sindaco: "E' innocente, e poi il figlio Renzo ha subito una campagna diffamatoria". Il presidente della provincia: "L'avviso di garanzia non aggiunge nulla"

L’avviso di garanzia a Umberto Bossi, e ai figli Renzo e Riccardo, colpisce nel vivo la Lega Nord. I dirigenti difendono il fondatore, ma con qualche distinguo.

Il presidente della provincia Dario Galli.
"E’ un passaggio tecnico di quanto abbiamo già visto e sentito in queste ultime settimane, non si aggiunge nulla”. Così Dario Galli, presidente della provincia di Varese, commenta le indagini in corso sulla famiglia Bossi ad Agorà, condotta da Andrea Vianello, su Rai Tre.

“A Bossi – prosegue Galli – nessuno può togliere ciò che ha fatto storicamente e politicamente, poi ci sono le questioni personali che sono un’altra cosa. Nelle prossime settimane si deciderà anche su questo”. “L’uscita di Bossi che ha detto che i soldi della Lega possono essere buttati dalla finestra – conclude – è stata fuori luogo, se la poteva risparmiare”.


Il sindaco di Varese Attilio Fontana
ha parlato in una intervista al quotidiano Il Messaggero: ‘Dal punto di vista elettorale – ha detto – non solo l’inchiesta su Bossi e’ un brutto colpo ma sono tutti brutticolpi quelli che abbiamo ricevuto in questi mesi. Si tratta di un colpo piu’ brutto degli altri proprio perche’ va dritto contro una persona che non c’entra niente”, ha detto a proposito di Umberto Bossi della cui ”assoluta innocenza” si dice ”del tutto convinto”.
C’entrano invece ”quelli che hanno fatto malversazioni e imbrogli a insaputa di Bossi. Uno e’ Belsito, perche’ lo dicono i giudici”. Nel partito, aggiunge, ”non cambia molto. Le decisioni assunte dalla Lega su Maroni candidato unico alla segreteria e su Bossi candidato unico alla presidenza restano intatte”.

Fontana tuttavia ha difeso anche Renzo e Riccardo. ”Sono stati compiuti degli errori, non so se li ha compiuti lui. E comunque, i suoi figli sono anche delle vittime. Renzo ha subito una campagna denigratoria che io, alla sua eta’, non sarei riuscito a sopportare. Quelli che si dicevano suoi amici sono 

stati i suoi carnefici”. Bossi, conclude Fontana, ”non si e’ mai occupato di soldi e della gestione pratica della Lega. Ha delegato troppo e ha delegato a persone sbagliate”.

Il leader della Lega è stato indagato per truffa ai danni dello Stato nell’inchiesta della Procura di Milano sui fondi del Carroccio. Indagati anche i suoi due figli, Renzo il ‘Trota’ e Riccardo, accusati di appropriazione indebita, e il senatore Piergiorgio Stiffoni, che invece deve rispondere di peculato: avrebbe usato per se’ il denaro depositato sul conto del gruppo a Palazzo Madama.
 

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Pubblicato il 17 Maggio 2012
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