Il pm chiede 4 anni e 1800 euro di multa per Edoardo Costa
L’accusa è truffa aggravata, appropriazione indebita, falso ideologico e materiale e uso di atto falso. La sentenza è prevista per il 12 luglio. L'attore 45enne è nato a Gavirate e vanta amicizie e amori vip
Quattro anni di reclusione e 1800 euro di multa. È questa la richiesta formulata dal pubblico ministero del tribunale di Milano Bruna Albertini nel procedimento con rito abbreviato chiesto da Edoardo Costa, al secolo Edoardo Cicorini. L’attore e modello, nato a Gavirate, 45 anni, visto in varie fiction (Vivere, Un posto al sole) e protagonista di qualche comparsata in film da cassetta (Die Hard), protagonista di storie con attrici e modelle dalla bellezza mozzafiato oltre che amico personale di Bruce Willis, è accusato di essersi appropriato di circa 570mila euro dei 650mila donati a una onlus, la Ciack (Construction intelligent association kids) da lui creata nel 2002 per aiutare i bambini poveri (denaro raccolto con cene e raccolte fondi anche a Varese in vari hotel e locali della provincia). L’accusa è truffa aggravata, appropriazione indebita, falso ideologico e materiale e uso di atto falso. Il suo difensore, l’avvocato Enrico Allegro, ha chiesto l’assoluzione o in subordine il rinvio del fascicolo al pm, perché derubrichi le accuse in fatti penali e tributari.
In base alla la ricostruzione della guardia di finanza, che ha condotto le indagini, la Onlus avrebbe destinato realmente allo scopo dichiarato solo una piccola percentuale del denaro ricevuto in beneficenza. Dei circa 650.000 euro ufficialmente raccolti, solo 80.000 sarebbero stati destinati all’assistenza dei bambini: ma è possibile che la cifra raccolta sia stata in realtà molto superiore, poiché non è stato possibile quantificare tutto il denaro drenato nel corso dei vari eventi, visto che nella maggior parte dei casi l’associazione raccoglieva denaro contante, di difficile tracciabilità. Sono stati inoltre sottoposti a sequestro 7.325 libri fotografici, relativi ai progetti benefici promossi dall’ associazione, le cui spese di realizzazione sono state pagate utilizzando denaro proveniente dalle oblazioni di aziende o privati cittadini. Il giudizio a cui sta per essere sottoposto non è il primo che lo vede coinvolto: nel 2007 è stato accusato di ricettazione per avere sfruttato un pass disabili, ma è stato assolto dal tribunale di Varese.
La sentenza è prevista per il 12 luglio.
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