La fantasia è un’importante medicina per curare i bambini
Il dottor Agsoti,m a capo del dipartimento materno infantile al Del Ponte, spiega perchè è importante curare anche il lato emotivo
Nella vita di un bimbo e della sua famiglia l’ospedalizzazione rappresenta un evento complesso e difficile.
Il passaggio dall’ambiente familiare quotidiano a quello minaccioso e inconsueto della vita in ospedale è per forza di cose traumatico, con conseguenze psicologiche potenziali anche gravi. Anche la famiglia si trova a vivere uno stato di preoccupazione, ansia e incertezza che va a ulteriormente indebolire lo stato d’animo del piccolo paziente.
E’ da tempo ben codificato quanto sia importante curare non solo con i farmaci e con la tecnologia, ma anche con tutta l’altra “parte della cura”, parte non meno importante e anzi determinante nell’esito finale della battaglia contro la malattia.
Curare quindi con la relazione, con il contatto, con il gioco, con il sorriso e il riso ma anche con la progettazione di spazi che rispondano alle esigenze emotive dei piccoli ricoverati e delle loro famiglie.
Curare quindi con la relazione, con il contatto, con il gioco, con il sorriso e il riso ma anche con la progettazione di spazi che rispondano alle esigenze emotive dei piccoli ricoverati e delle loro famiglie.
In tal senso perciò l’utilizzo dell’arte e della pittura in un pronto soccorso pediatrico e in un reparto di pediatria permette di utilizzare una grande arma terapeutica: la fantasia. La fantasia permette di sognare, di superare i confini spaziali attuali un po’ angosciosi e di concedersi spazi virtuali mentali in cui le paure possono essere affrontate in modo simbolico, quindi non angosciante. Così il bambino può rivivere e metabolizzare l’esperienza della propria ospedalizzazione superando l’ansia da separazione della propria realtà fuori dall’ospedale.
Il nostro Dipartimento Materno Infantile , sia a Varese che Cittiglio, ha da tempo intrapreso un percorso particolarmente attento alla cura “globale” dei propri pazienti, siano essi donne, neonati, bambini e adolescenti, nella consapevolezza di voler offrire un’assistenza completa e il più possibile empatica. In questo cammino gli operatori sanitari hanno trovato nelle associazioni di
volontariato un grande e insostituibile alleato.
Accolgo quindi con grande gioia l’importante riconoscimento che la Società Italiana
di Pediatria ha voluto rivolgere al progetto “L’arte che cura” della Fondazione “Il Ponte del Sorriso” : sarà per noi medici e infermieri di grande sprone a sempre meglio operare non solo con la mente ma anche con il cuore.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città





Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.