Pozzovivo stacca tutti a Lago Laceno
Seconda tappa con arrivo in salita al Giro d'Italia: il piccolo scalatore lucano scatta e vince in solitaria; il gruppo controllato dalla Liquigas arriva con 27" di ritardo. Basso: "Ha vinto il più forte"
Seconda vittoria consecutiva di un italiano al Giro. Dopo lo sprint vincente di Paolino Tiralongo di sabato è la volta di Domenico Pozzovivo centrare il successo parziale. Una vittoria di un ragazzo del Sud (è lucano) sull’arrivo più meridionale di questa edizione della corsa rosa, e soprattutto un messaggio importante da parte di questo minuscolo scalatore che esulta come il calciatore Giovinco (mettendosi la mano aperta “a spanna” sulla testa) e che promette battaglia sulle grandi montagne.
Difficile che Pozzovivo possa vincere il Giro, anche perché le cronometro demoliscono gran parte delle sue velleità di successo, ma intanto l’atleta della Colnago-Csf mette la sua firma con un’azione decisa e impertinente a 6 chilometri dall’arrivo con cui si è smarcato da tutti i big del Giro, rimasti in gruppo fino al traguardo di Lago Laceno.
Alle spalle di Pozzovivo si è piazzato a 23” il coraggioso basco Intxausti (Movistar) che avrebbe voluto dedicare il successo all’ex compagno di squadra Xavier Tondo Volpini, morto per un incidente poco meno di un anno fa. Dietro, con un ritardo di 27”, il gruppo dei pretendenti alla maglia rosa, oggi rimasta sulle spalle del canadese Ryder Hesjedal nonostante una caduta lo abbia costretto a un forcing supplementare. La volata ristretta è andata ancora a Joaquim Rodriguez che così ha avvicinato ulteriormente la vetta della classifica grazie all’abbuono: ora lo spagnolo della Katusha è secondo in classifica a 9” dal leader.
E Basso? Dopo due arrivi di salita sugli Appennini il bilancio del varesino è positivo: né Rocca di Cambio né Lago Laceno potevano essere traguardi buoni per la vittoria di tappa e quindi i piazzamenti ottenuti sono in linea con le attese. Anche oggi Basso ha messo la sua Liquigas-Cannondale a controllare la corsa sulla salita conclusiva, ha permesso la fuga di Pozzovivo e poi di Intxausti ma si è dimostrata squadra-faro del plotone. Non a caso nel gruppetto dei migliori sono rimasti diversi alfieri verde-blu con Damiano Caruso quinto e nuova maglia bianca.
Tra i primi, oltre a Rodriguez e Basso, sono rimasti anche Scarponi e Cunego (Lampre), Gadret (Ag2r), Rujano (Androni), Kreuziger (Astana) e Frank Schleck (Radioshack): il lussemburghese che ha annunciato la sua presenza all’ultimo momento pare forse più in forma del previsto e gli avversari hanno già iniziato a temerlo.
Intanto, a proposito di Basso, ecco le sue parole ai microfoni Rai subito dopo l’arrivo: «Oggi è stata un’altra tappa molto difficile in cui ha vinto il più forte; faccio i complimenti a Pozzovivo ma anche alla mia squadra. Finora tutti i corridori che hanno ambizioni per la vittoria finale sono in classifica».
Domani – lunedì – tappa per tirare il fiato: si parte nei pressi di Benevento, da San Giorgio del Sannio, e si arriva a Frosinone senza alcun gran premio della montagna (la maglia è sulle spalle del venezuelano Rubiano Chavez) ma con un finale “mosso”. In teoria dovrebbero rispuntare i velocisti, con i big impegnati solo a evitare guai e i cacciatori di tappa pronti a sfruttare qualche “dormita” degli sprinter.
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