“Una inaccettabile provocazione”: i dipendenti comunali scioperano
Venerdì mattina due ore di sciopero e presidio davanti a Palazzo Borghi: la giunta ha deciso il taglio delle indennità, oltre alla ripartizione del premio incentivante
«È come se nel calcio una squadra vincesse il campionato, ma alla fine dicono che le regole erano diverse e la stessa squadra arriva terza». Paolo Schiavone, al megafono davanti al Comune di Gallarate, spiega così la vertenza in corso tra amministrazione comunale e dipendenti dell’ente, che si trascina da qualche mese e che ora sembra arrivata ad un punto di rottura. «Ci siamo trovati di fronte ad una inaccettabile provocazione: definirla proposta è al di là della logica» dice Schiavone (della Rsu) commentando l’ultima proposta fatta dalla giunta. «Ci hanno detto che cambiano anche le indennità, anche quelle contrattate: parliamo di indennità di disagio, della indennità di archivista. Indennità da trecento euro l’anno, sia chiaro: non cifre folli».
In piazza ci sono quasi decine di dipendenti comunali,
con tanto di striscioni dai messaggi forti: "Secondo la nuova amministrazione i lavoratori comunali vivono d’aria e devono stare male", si legge su uno degli striscioni. La rabbia dei dipendenti riguarda diversi aspetti: quello delle indennità, quello del premio incentivante 2011 (che viene tagliato in parte) ma anche la costituzione del fondo: «È un obbligo contrattuale contrattare il fondo, qui invece si va avanti: una parte dei soldi vengono spesi comunque per le "posizioni organizzative"», vale a dire per i quadri intermedi. Qui si appunta una delle critiche principali da parte della Rsu: la maggior parte dei soldi va infatti ai dirigenti e ai nuovi quadri, mentre il grosso dei dipendenti dovrà dividersi la parte che rimane. «Si taglia a quelli che hanno meno per dare a quelli che hanno di più: è un insulto morale e umano» dice Fulvia Marangoni, delegata Al Cobas nella Rsu (la protesta è sostenuta da tutta la rappresentanza dei lavoratori)
Il nodo, ora, resta il fondo e la sua distribuzione: «A nostro avviso c’è una palese violazione del contratto nazionale e di quello decentrato» conclude Schiavone. Andrete da un giudice? «Stiamo valutando ogni ipotesi, stiamo discutendo con dei legali».
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