“Adolescenti in rete”, il progetto a Busto
Mercoledì 7 giugno al Museo del Tessile sono stati illustrati i laboratori espressivi e premiati i primi tre classificati del concorso fotografico
Si è conclusa un paio di giorni fa l’iniziativa “Adolescenti in rete” promossa dal Servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio con la collaborazione di ASL, Comune di Busto Arsizio e varie realtà del privato sociale che svolgono la loro attività a favore dell’infanzia e dell’adolescenza (cooperativa sociale Davide, cooperativa sociale Il Villaggio in Città, cooperativa sociale Elaborando, cooperativa sociale L’Abbraccio, associazione 26×1, Enaip Lombardia, Consultorio ASL e Consultorio per la Famiglia onlus).
Mercoledì 7 giugno al Museo del Tessile so
no stati illustrati i laboratori espressivi proposti agli adolescenti negli scorsi tre mesi, sui temi vari come l’identità, le dinamiche di interazione, la sessualità, la creatività. In particolare sono stati presentati manufatti (laboratorio artistico, fotografie) e attività (un breve saggio per il laboratorio di teatro e per quello di danza) realizzati nell’ambito dei lavoratori.
Nell’occasione sono stati premiati con un abbonamento gratuito al servizio di bike sharing i primi tre classificati di “VEDERSI ATTRAVERSO UN OBIETTIVO – Concorso fotografico per raccontare l’essere adolescente”, indetto dall’Informagiovani comunale.
Si tratta della sedicenne Alessia Pellizzon, studentessa dell’IPC “Verri” per la foto E’ una questione di classe!, Celeste Righi Ricco (18 anni) per Lungo viaggio e Ben Sliman Anoir (14 anni, medie “Fermi”) per Area privata.
Lungo Viaggio mostra, come ha scritto il giurato Andrea W. Castellanza, “il mare in un’alba, un cammino lungo ed appena iniziato rappresentato dalla concretezza dell’acqua del mare in primo piano e dalla sfuocatura della ragazza, persa nei suoi pensieri di futuro. Ottima la scelta luminosa e la perizia tecnica del fotografo/a.” Una questione di classe, continua il direttore dell’ICMA, “si sofferma sul “disordine, la scuola, zaini, astucci e scritte. Ma dove sono i ragazzi? Una riflessione sul disordine adolescenziale e su una scuola che forse si vorrebbe più “a colori”. Area privata invece, secondo Francesca Zoni del Servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda Ospedaliera “rende ragione della fragilità e precarietà dell’adolescenza e mostra una certa originalità”.
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