Contro la vendita di Sea, scatta lo sciopero
Venerdì 22 giugno l'astensione del lavoro dichiarata dai sindacati confederali e da quelli di base contro la cessione di nuove quote ai privati, programmata dal Comune di Milano. Possibili disagi
A Malpensa è l’ora dello sciopero dei sindacati contro la vendita di Sea da parte del Comune di Milano, che ancora detiene un’ampia maggioranza sugli altri azionisti. Sea comunica che, a causa dello sciopero generale di 24 ore del personale aeroportuale delle società di Sea e Sea Handling di Milano Linate e Milano Malpensa proclamato da Cgil, Cisl e Uil, venerdì 22 giugno negli aeroporti milanesi i voli programmati potranno subire ritardi e/o cancellazioni.
I voli saranno garantiti nelle fasce orarie dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21.
Sea, comunque, invita i passeggeri a contattare la propria compagnia aerea per ricevere informazioni sull’operatività del volo prima di recarsi in aeroporto.
I sindacati confederali sono contrari alle ipotesi di cessione di altre quote di Sea da parte del Comune, confermata ancora recentemente da parte dell’assessore al bilancio Bruno Tabacci. Ma da parte dei sindacati arriano anche altre sollecitazioni, come spiega anche Rocco Ungaro, segretario Generale Filt-Cgil Lombardia: «Malpensa era nata per essere un Hub internazionale e non per sostituire Linate la cui funzione per i Milanesi, per evidenti motivi logistici, rimane insostituibile. Dopo il fallimento di Alitalia l’unica soluzione è la liberalizzazione dei cieli italiani permettendo alle compagnie non europee di fissare su Malpensa la loro base di riferimento questo il Comune dovrebbe chiedere al governo, altro che riequilibrio su Linate. Tra l’altro scelte di questo tipo non spettano né a Sea né al Comune»
Allo sciopero dei confederali si aggiunge anche, nella stessa giornata, lo sciopero generale proclamato dai sindacati di base. La Cub Trasporti ha richiamato i suoi iscritti usando anche il riferimento specifico a Malpensa e alle scelte del Comune di Milano: «Non solo si vuole vendere Sea ma lo si vuole fare chiudendo Linate e non dando alcun futuro a Malpensa. Una ragione in più a sostegno dello sciopero del 22».
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