La parata del 2 giugno è finita, ma le polemiche no
E’ durata circa mezzora la parata militare che ha suscitato tante polemiche. E mentre il presidente Napolitano difende la scelta di effettuarla, Maroni parla di “soldi buttati nel cesso”
Alla fine la parata delle polemiche si è fatta: niente mezzi militari, niente cavalli, niente frecce tricolori e una festa parecchio sottotono. “Sobria”, direbbe il presidente Napolitano che ha fortemente sostenuto il mantenimento della parata militare. «Ho molto apprezzato come, senza nulla togliere alla solennità della celebrazione, ella abbia saputo conferire all’evento i toni di sobrietà ed essenzialità che si impongono nel difficile periodo che sta attraversando il Paese» ha detto Napolitano. Il ricordo però non è potuto non andare alla situazione in cui verte l’Emilia. «Un riconoscimento particolarmente sentito – ha detto Napolitano – va ai reparti intervenuti con la Protezione Civile in soccorso dei cittadini emiliani. Con il loro impegno testimoniano ancora una volta la totale dedizione delle Forze Armate alla nostra Italia ed alla sua gente di cui sono nobile espressione. Quei reparti saranno oggi virtualmente al fianco delle unità che sfileranno in Roma».
Ma le polemiche non si sono certo smorzate. Roberto Maroni è il più duro di tutti definendo letteralmente “soldi buttati nel cesso” quelli spesi per la parata mentre Antonio Di Pietro scrive sul suo blog che “questa costosa parata di reparti militari è una mancanza di rispetto”.
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