Milano, Busto e Gallarate insieme: si può fare
Pisapia, Farioli e Guenzani discutono sul futuro dei loro territori e tutti concordano sulla creazione di un’area metropolitana pluricentrica. “A Milano abbiamo già iniziato”, spiega Pisapia, “ora tocca a voi”
Hanno colori politici diversi ma su una cosa sono assolutamente d’accordo: l’opportunità della creazione di una “area metropolitana” che unisca tutti i loro territori. Gigi Farioli, Edoardo Guenzani e Giuliano Pisapia ne hanno discusso all’incontro pubblico organizzato dal PD bustocco per delineare il futuro delle nostre aree. Erica D’Adda lo spiega fin da subito che «siamo davanti ad un bivio: o i nostri territori diventano quartieri dormitorio di Milano oppure dobbiamo affermare aree con una propria identità» e tutti gli autorevoli Primi Cittadini seduti sul palco della Sala Tramogge convergono sulla seconda opzione. Chiaramente con accezioni diverse. Farioli, ad esempio, crede che «la fine delle province sia una grande opportunità storica» per creare “aree vaste” intese come «zone di sviluppo competitivo», mentre Guenzani stila una lista di presupposti fondamentali che abbracciano «l’avere un ambiente vivibile, il garantire lavoro ed occupazione, la fornitura di servizi alle persone e la gestione di una rete di trasporti che renda ininfluente il luogo di residenza». Tutto questo si traduce in un’area policentrica che secondo Guenzani permette di «distribuire competenze diverse sui territori» e che, chiosa Farioli, «non lasci Busto alla periferia dell’impero».
Ma Pisapia, più che il ruolo di imperatore vorrebbe quello di “cavaliere della tavola rotonda”. Già dalla campagna elettorale dell’anno scorso «abbiamo cercato di condividere le scelte con i vicini» e questo si è reso poi evidente con il fatto che «per la prima volta il PGT è stato riscritto credendo che la città non finisca con i suoi confini». A Milano qualcosa inizia a muoversi in questo senso anche nelle piccole cose: «stiamo per lanciare la possibilità di unire biglietti del treno e dei mezzi pubblici e per i grandi eventi in città il trasporto ATM sarà gratuito». Un problema però rimane ed è quello di «convincere i cittadini a rinunciare alla loro piccola stazione o al loro piccolo ospedale per creare strutture più grandi e funzionali che però devono essere facilmente raggiunte», precisa Pisapia nella città che ha dovuto tagliare le corse dei mezzi pubblici per evitare il fallimento del gestore. Per superare questi problemi, la ricetta di Pisapia guarda alla creazione di «un’area metropolitana di fatto» che mostri ai cittadini come «ci siano vantaggi concreti nel dividere le competenze». Trasformando le nove zone di Milano in nove Municipalità: «Milano ha iniziato questo storico percorso» che, se dovesse raggiungere la meta, «sarà il più grande segnale della buona politica».
Sentendo quanto professano i suoi colleghi, Farioli prende l’iniziativa e per concludere avverte: «Sappiate che riceverete una mia lettera con la proposta della costituzione dal basso di un piano di sviluppo per i nostri territori». Il primo banco di prova non tarderà a presentarsi con la diatriba sulla terza pista di Malpensa e sul futuro di Linate.
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