Villa Calderara, arriva la proposta di Exodus
L'amministrazione comunale pensa di affidarla per dieci anni alla Fondazione, che vuole restaurere l'edificio, realizzere due alloggi d'emergenza e fare inserimento lavorativo. Il parco e un salone saranno ad uso pubblico
Villa Calderara sarà affidata ad Exodus, per il recupero dell’edificio e la gestione futura (per dieci anni) dell’immobile di proprietà comunale. La Giunta comunale di Gallarate ha approvato un atto d’indirizzo per assegnare alla Fondazione Exodus la gestione della villa sulla collina di Cedrate.
Exodus ha chiesto di insediare nella villa la sua attività, finalizzata esclusivamente all’inserimento lavorativo. La proposta fatta all’Amministrazione comunale di Gallarate prevede la ristrutturazione della villa a carico della Fondazione e anche la realizzazione di due alloggi per l’emergenza abitativa, che saranno utilizzabili dai Servizi Sociali e si troveranno, in ogni caso, dentro ad una struttura "protetta" e vigilata. Rimarrà l’uso pubblico del salone al piano terra, con i relativi servizi, e del parco. La convenzione con Exodus, rinnovabile, avrà una durata di 10 anni: il testo sarà sottoposto alla competente Commissione Consiliare e agli abitanti del rione, prima del voto in Consiglio Comunale.
«L’istanza presentata da Exodus – spiega il sindaco, Edoardo Guenzani – merita attenzione per diverse ragioni. Innanzitutto gli obiettivi del progetto sono condivisi dall’Amministrazione. La realtà fondata da don Antonio Mazzi, inoltre, si è fatta apprezzare sul territorio per l’opera svolta in diversi campi: lotta alle dipendenze, impegno per i senza dimora, recupero lavorativo e, in collaborazione col Comune, accoglienza di profughi assegnati a Gallarate e risposta all’emergenza freddo dello scorso inverno. Ora la partnership con Exodus può far tornare alla piena efficienza una struttura fino a poco tempo fa pressoché inutilizzata, anche grazie a interventi di restauro che non peseranno sulle casse pubbliche».
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