Villa Calcaterra torna agli antichi splendori
E' stato completato, con il contributo della Provincia, il restauro dell'antica villa che oggi è sede dell'istituto cinematografico Michelangelo Antonioni
C’è chi la ricorda con le mitragliatrici sui tetti, come il sinaghino Mario Colombo, chi la ricorda come scuola e chi ancora in uno stato di abbandono, qualcun’altro sabato sera nel suo parco ha ricevuto il diploma di regista e in futuro qualcuno potrà anche usarla come set fotografico per il suo matrimonio. Villa Calcaterra è tutto questo e molto di più per la città di Busto Arsizio e per il quartiere di Sacconago, un luogo magico e vitale che continua a pulsare e a regalare emozioni.
L’inaugurazione della nuova ala restaurata conclude un lungo intervento che ne ha permesso la riapertura prima parziale, con l’arrivo della scuola di cinema Michelangelo Antonioni, e poi totale a partire da sabato 30 giugno quando la presidente di Agesp Paola Reguzzoni e il sindaco Gigi Farioli hanno aperto ai cittadini le sale rimaste chiuse per decenni. Il restauro è stato possibile grazie al contributo di 500 mila euro da parte della Provincia di Varese nell’ambito della convenzione con il Comune di Busto Arsizio per l’inceneritore Accam. Ora le nuove sale saranno destinate in parte al cinema, permettendo all’Icma di allargarsi con nuove aule, e in parte a disposizione di associazioni per incontri culturali. La presidente Reguzzoni vorrebbe anche metterla a disposizione per matrimoni.
LA STORIA – La villa fu costruita dalla famiglia Calcaterra – famiglia di imprenditori, proprietari di un cascamificio a Sacconago e di una tessitura in Valcuvia – e rimase in mano alla famiglia fino al 1968. Durante la Seconda Guerra Mondiale venne requisita dai tedeschi e divenne tristemente celebre per le torture che al suo interno venivano inflitte ai collaboratori degli americani e ai partigiani della zona. Nel 1972 fu acquistata dal Comune di Busto Arsizio che la destinò a sede scolastica dapprima come distaccamento della elementare "negri" di Sacconago, poi come distaccamento del pur nuovo liceo Scientifico "Tosi" di via Ferrini.
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