Il “muro” dei sindaci in Municipio
Passano e cambiano le province, il Comune rimane sempre lo stesso (con qualche aggiunta). Dal 1860 ci son stati quarantatre sindaci eletti e diciassette funzionari o podestà di nomina governativa
In questi giorni si parla molto del futuro delle province e della collocazione futura, in particolare, del Basso Varesotto, Gallarate compresa. Si parla un po’ anche di storia, per sostenere l’una o l’altra tesi. In passato la città è stata capoluogo nel quadro della Lombardia austriaca, poi sottoprefettura e sede di mandamento in provincia di Milano (come si può verificare dalle targhe in pietra ancora esistenti nei paesini circostanti), poi città della provincia di Varese. Cambiano le province, resta il Comune: la storia del Comune si ripercorre (anche) attraverso i suoi sindaci. I nomi sono ricordati su una grande parete-monumento sullo scalone di Palazzo Borghi, il municipio attuale (prima era il Broletto): quelli votati direttamente o comunque scelti per via democratica sono 43, si va da Vito Missaglia in carica al momento della proclamazione dell’Unità d’Italia fino ad Edoardo Guenzani. Passando anche dal periodo del fascismo con i podestà di nomina governativa (Carlo Gnocchi e Franco Puricelli Guerra), poi il primo sindaco nominato dal CLN e ancora i commissari prefettizi che hanno "traghettato" la città nei periodi tra una elezione e l’altra. Nell’elenco – curiosità – compare solo un nome femminile.
Qui trovate l’immagine della parete-monumento in grandi dimensioni
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