Le mutande di Cattaneo
È troppo tempo che si scherza con il fuoco, e va a finire che ci bruciamo tutti.
Joseph Stiglitz, statunitense, premio Nobel dell’economia, e quindi non propriamente un bolscevico, racconta le ragioni del debito pubblico quale risultato per arginare le disuguaglianze sociali.
La distanza tra ricchi e “poveri” non è mai stata così marcata nella storia. Anche a casa nostra, e in tutti i settori, perfino nel calcio. Il gioco di usare i soldi della collettività per fare quello che il sistema non può o non vuole fare non funziona più. E così scopriamo che la coperta è troppo corta, e a pagare sono sempre gli stessi: i cittadini più deboli.
Certo che se diamo per assodato che le disuguaglianze siano un fatto naturale, un prodotto del mercato, allora sarà dura ragionare su qualsiasi cosa. Tra l’altro si consideri che quel mercato dovrebbe poi essere lo stesso che porta personaggi come Belsito, e altri, ai vertici delle aziende a partecipazione statale. Ma di questo ne parliamo dopo.
Se non partiamo dal rimettere in discussione un modello assurdo, non andremo da nessuna parte, e a vincere sarà solo il populismo.
Vero è che la questione della politica non può ridursi ai semplici aspetti economici, ma certo far finta di niente diventa irritante.
Caro assessore, hanno ragione quando le dicono che c’è chi vive con poco più di mille euro. Ce ne dimentichiamo troppo spesso, o forse parlarne è diventato solo un esercizio.
La politica è sempre più lontana dalla vita delle persone che così non la percepiscono più come un’arte, una passione, un servizio. Questo vale anche per persone come lei che ci mettono la faccia e la determinatezza del voler migliorare le cose. Uno scandalo dopo l’altro però, una stagione interminabile fatta di soubrette, tette e culi, (anche nella nostra operosa Lombardia) ha minato alle radici la fiducia. I politici ce l’hanno messa tutta. Alla distanza dalla società si è sommata un’arroganza, una supponenza fatta spesso anche di profonda incompetenza che ha prodotto disastri. Potremmo fare una lista così lunga che ci vorrebbero giorni e giorni per leggerla. Servirebbe a deprimerci ancora di più, ma a che fine?
In questo momento tutti, o quasi, stanno salendo su quel convoglio pericolosissimo dell’anti politica. Lo stesso del resto però che quel signore delle soubrette, e delle tette e culi, da buon imbonitore aveva venduto agli italiani, e da cui ha poi riscosso potere e ulteriore ricchezza.
La questione non può essere solo economica dicevamo, ma anche quella va un po’ ridiscussa. La politica è diventata una piovra che avvolge tutto. I tagli alle indennità dei politici è un provvedimento parziale, perché il vero danno che producono arriva anche da quel meccanismo tentacolare. Un politico con le mani in pasta non ricopre solo la carica elettiva, ma si piazza, e piazza tanti altri, in diversi centri di potere che gli danno ulteriore reddito. Consigli di amministrazione di ogni genere, dove l’incompetenza può fare davvero grandi danni, senza per altro nemmeno pagare pegno. Il buon Belsito ne è un esempio principe. Quel signore non è solo quello dei soldi in Tanzania, o che assisteva il “povero Trota” (altro prodotto tipicamente lombardo), ma è anche quello che siede sulla poltrona di vice presidente della Fincantieri. Può bastare per dire quanto marcio è questo sistema? E fosse solo lui. Ce ne saranno migliaia di Belsito, non perché rubano, ma perché siedono senza meriti su poltrone pagate da tutti noi, anche se meno appariscenti.
Cattaneo però ha ragione da vendere quando grida al rischio di una involuzione della democrazia. Peccato che lui appartenga a chi quel potere lo ha gestito da due decenni e quindi forse poteva opporsi, o quanto meno denunciare con una voce più severa. E di certo al nostro assessore quella non manca.
Non è vero che i politici rubino tutti. Non è vero che la politica faccia tutta schifo. Come non è vero che la verità stia da una parte sola. Però è vero che le responsabilità sono diverse e va detto con chiarezza. Ci sono persone che ci credono, sono competenti e fanno molto bene il loro lavoro, soprattutto nelle amministrazioni locali. Mai però in regione ci sono stati tanti arresti e tanti inquisiti (tre membri della Presidenza del consiglio, tra cui l’ex candidato del centrosinistra Penati). Vorrà pur dire qualcosa. E questo non è un pericolo concreto per la democrazia?
I cittadini sono stanchi anche perché il peccato più grande della politica oggi è aver tolto la speranza e alimentato la paura e il rancore. Questo è un peccato mortale, ed è ora che si faccia qualcosa, altrimenti i rischi reali saranno ben altri che il provvedimento del Governo in materia di tagli agli enti locali.
Quanto a questi occorre davvero fare attenzione a che i “tecnici” non facciano tabula rasa anche di esperienze virtuose, approfittando di un clima con i forconi pronti. C’è fretta, ma vedremo se la stessa scure che sta arrivando in periferia saprà valutare cosa succede nei palazzi romani. I giornali, pure loro, la smettano di cercare il “tanto peggio, tanto meglio” perché a fondo ci andiamo tutti. Abbiamo bisogno di restituire fiducia, occasioni di partecipazione e spiragli di cambiamento. Questo dare addosso a ogni categoria di presunti furbi, mette tutti sulla stessa graticola rischiando di far bruciare tutte le provviste. E dopo? Crediamo davvero che la soluzione sia nel messia o nell’uomo forte che possa così cambiare di un colpo regole e meccanismi del gioco? Parlare di dittature è un po‘ azzardato, ma qualche attenzione in più sarà bene metterla.
Insomma, caro assessore Cattaneo, la confusione è tanta, e se non vi muovete correte i rischi di cui cantava con ironia Giorgio Gaber, quando durante la rivoluzione russa i contadini andavano a farla nei vasi del Cremlino come segno di disprezzo per lo Zar. Insieme con una dinastia rischiarono così di distruggere un patrimonio dell’umanità.
Oggi non è chiaro chi siano i contadini, e nemmeno tanto dove sia di casa lo Zar, almeno in Italia, ma quel gusto di sfregiare è ancora lì pronto, e senza alcuna rivoluzione all’orizzonte.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città





Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.