“Per me la crisi non esiste”
Gabriele Galante, imprenditore metalmeccanico a capo del gruppo Imf che occupa 500 dipendenti, ha iniziato a internazionalizzare la sua azienda più di venti anni fa
«C’è la terra, dove esistono imprese che soffrono la crisi. E poi c’è una nuvola che gli sta sopra, dove ci sono altre imprese che viaggiano nel mondo e sono in salute. La crisi non esiste, c’ è solo un nuovo ordine». La nuvola di cui parla l’imprenditore Gabriele Galante, i teorici la chiamano il «nuovo paradigma». Ovvero, ci sono imprese che non sono nemmeno sfiorate dalla crisi e che continuano a crescere e a prosperare. Il segreto, secondo Galante, è l’internazionalizzazione e l’accettazione di un mondo nuovo con regole nuove. Chi come lui lo ha capito per tempo, ora ne raccoglie i frutti. La sua azienda metalmeccanica, la Imf di Luino, occupa circa 200 persone in provincia di Varese e 500 nel mondo, il gruppo ha filiali anche in Brasile e Cina.
In quei paesi è presente da almeno vent’anni, molto prima che scoppiasse la crisi. Ha investito all’estero, mantenendo nella terra di origine il cuore della produzione: dalle sue aziende nostrane ed estere sono usciti i binari per far viaggiare in treno i cinesi. «Per anni si è confusa l’internazionalizzazione con la delocalizzazione – spiega Galante – sono due cose completamente diverse. Quando si investe all’estero c’è sempre un effetto positivo anche nella casa madre soprattutto in termini di occupazione».
Il problema per Galante non è il costo del lavoro, bensì un sistema-paese che irrigidisce tutto e non permette di fare scelte strategiche. «So che quella del lavoro è una materia molto complessa- continua Galante – ma sta di fatto che in alcuni paesi contratti direttamente con il lavoratore. In Brasile ho firmato il contratto per la cessione gratuita del terreno, dove sorge il mio stabilimento, dopo che per sei anni ho dimostrato di pagare puntualmente gli stipendi dei miei collaboratori (non li chiama dipendenti ndr). Bisogna conoscere le regole del posto».
Galante ha fatto da tutor a otto imprenditori del Varesotto che con Univa sono andati in missione in Brasile per stabilire contatti con quel mercato. Tra loro c’era anche Erik Ernst titolare della Cisam, azienda italosvizzera con sede a Induno Olona che produce strumenti di misura. «E stato interessante – ha spiegato l’imprenditore – perché abbiamo avuto informazioni importanti su quel mercato, come per esempio le barriere doganali, direttamente dalle aziende e poi non mi era mai capitato che su sei incontri avuti con imprese per sviluppare business, quattro mi dicessero subito che erano pronte a collaborare con me».
Gianluigi Casati, della fonderia Casati spa e parte della delegazione in missione in Brasile, sottolinea invece i punti di contatto con la realtà brasiliana. «Sono soddisfatto – ha detto Casati – perché meglio di così non poteva andare. Il modo che hanno gli imprenditori brasiliani di condurre gli incontri è molto simile al nostro. Abbiamo avuto uno scambio di informazioni tecniche sui prodottie così ho scoperto che dall’altra parte del mondo facciamo le stesse cose».
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