La luce dell’anima di Emanuela Rodegher
Tinte ancestrali nelle ultime opere dell’artista allo Spazio Zero
Quadri quasi mai dipinti su tela, quanto piuttosto su materiali di recupero, tavole varie riutilizzate o costruite, che nascono per gradi, per interventi successivi. L’arte di Emanuela Rodegher si presenta allo Spazio Zero di via Ronchetti a Gallarate. La mostra organizzata da Metamusa Arte ed eventi culturali, con il Patrocinio del Comune di Gallarate Assessorato alla Cultura sarà allestita dal 1 al 16 dicembre 2012.
«La “poetica della materia” è alla base della sua pittura – spiega Cristina Palmieri – che pare vivere oltre l’arresto del tempo, oltre quella dimensione finita dell’ “hic et nunc”, per dilatarsi al di là, nelle memorie che rimangono vive e che riemergono sempre nell’intensità dell’esistere senza accettare di essere frammento, travalicando la frustrante essenza del limite».
Nelle sue opere la materia si dilata nelle tinte, ancestrali, che paiono conservare le asperità della terra: il grigio antracite, il nero, il bianco, il rosso, le terre. Il disegno quindi si concreta in striature, s’arrotonda o avviluppa su se stesso, incide traiettorie ipotetiche, suggerisce forme già in essere sul magma cromatico, ma non ancora delineate.
«Spesso si parte dal nero, dall’antracite, dai grigi continua Cristina Palmieri – per poi cercare, e ritrovare, il senso di ogni tono, come si trovasse il senso di ogni vissuto. Certo una sorta di inquietudine rimane sul fondo, nel senso letterale, ma anche traslato, del termine, a venare di dubbio anche le forme più luminose. Questo però non impedisce l’arresto negli opposti. Tutto fluisce e ritorna, in fine, alla speranza, a quegli squarci di vivacità e passione testimoniati dai rossi, dai blu, dagli azzurri, a quel sentimento di autentica ascesi che si avverte nella verticalità con cui molti quadri sono costruiti».
Emanuela Rodegher nasce a Milano nel 1963. Figlia di Raoul, architetto e pittore degli anni 60, e nipote di Emilio, scultore del primo 900, ha vissuto la sua infanzia tra pennelli, colori e tavolozze e respirato quell’atmosfera artistica che le è sempre stata familiare. L’amore per la pittura è nato quindi fin da bambina. Completamente autodidatta, perfeziona una personalissima tecnica pittorica: i suoi quadri paiono quasi frutto della fusione di
tra pittura e scultura. La sua “spiritualità materica” si esprime interpretando luminosità e giochi di ombre che, seguendo forme stilizzate semplici quasi immaginarie, restituiscono gli stati d’animo dell’artista, spesso definiti pienamente solo ad opera completata. Nello spazio e nel tempo varie e strane forme prendono vita, particolari, quasi a testimonianza dell’unicità di ogni sensazione rappresentata. Il tutto a conferma di un animo complesso e contraddittorio, a tratti inafferrabile. Come i suoi dipinti.
la luce dell’anima
SPAZIO ZERO, via Ronchetti n. 6 Gallarate VA
ingresso libero
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