Omicidio D’Aleo, nuovo processo di mafia al via
L'accusa lo considera il terzo componente del trio che ha sparato a Salvatore e lo ha sotterrato nei boschi di Vizzola Ticino. Nella prossima udienza chiamati a testimoniare i due boss pentiti Nicastro e Vizzini
E’ iniziato questa mattina il processo a Emanuele Italiano perl’omicidio di Salvatore D’Aleo, ucciso dalla mafia bustocca e sotterrato in un bosco di Vizzola Ticino nell’ottobre del 2008. Per la sua morte sono stati già condannati in primo grado Fabio Nicastro e Rosario Vizzini, considerati i capi della cosca gelese dei Rinzivillo-Madonia a Busto Arsizio e in Lombardia.
Italiano (nella foto a sin.), arrestato dopo le dichiarazioni di Rosario Vizzini che lo tiravano in ballo in relazione all’omicidio, ha deciso di farsi processare con il rito dibattimentale a differenza degli altri due che hanno scelto il rito abbreviato.
Questa mattina Italiano era presente in aula, difeso dall’avvocato Talamone, mentre a pochi metri di distanza erano sedute la mamma di Salvatore D’Aleo, Crocifissa Moscato, e altri tre figli. La famiglia si è costituita parte civile nel processo ed è assistita dall’avvocato Domenico Margariti. A rappresentare l’accusa, invece, una vecchia conoscenza dei processi di mafia a Busto, il pubblico ministero Giovanni Narbone che aveva sostenuto anche l’accusa del processo Bad Boys sulla ‘ndrangheta legnanese.
La prima udienza, che si è svolta con
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